domenica, agosto 09, 2009

FAZIONE ATTACCA: Prodotti avitaminici


Il Pacco 4.444


Il radio giornale delle 19.30 inizia la sua litania di notizie sempre uguali, non ho alcuna voglia di ascoltarlo e pigio il tasto di ricerca sul display della radio digitale mentre innesto la quinta e mi assaporo la spinta del motore fluido e potente di questa BMW serie sette.
Guardando fuori dal finestrino vedo il sole che inizia a stemprarsi in rossi sempre più densi mentre nella sua parabola discendente corre verso l’orizzonte di questa bella campagna.
Davvero questa macchina è fantastica, anche se fuori è agosto e il caldo umido fa appiccicare la camicia alla pelle qui con la regolazione della temperatura sono fresco e asciutto. Sento appena la lieve effusione del profumo Versace che lentamente dal mio petto evapora. Mi guardo allo specchietto per incontrare una sezione del mio volto che mi rimanda subito la certezza che sono in ordine. Viso curato, la barba appena fatta, una abbronzatura perfetta che conferisce al mio sguardo qualcosa di ferino, decisamente maschio. Devono essere le mie iridi di questo marrone talmente fondo da confondersi quasi con il nero della pupilla che mi fanno piacere, che mi rendono piacere nel guardarmi. Lo ammetto mi curo, ho rispetto del mio corpo e lo nutro a dovere, lo esercito ad essere sempre pronto, flessibile, vigoroso, bello al vedersi. Odio chi si ingigantisce sotto lo sforzo inutile di estenuanti sedute di palestra, una fatica superflua per fare risaltare una muscolatura che rende goffi, fa dell’uomo un pupazzo, una macchietta per commenti risibili da donnette al mercato. Io ho bicipiti proporzionati al mio peso forma, quadricipiti scolpiti lievemente solcati da vene scure che conferiscono loro la tensione controllata del corpo atletico ma non culturista. Questione di stile, questione di rispetto di se stessi. Guardo le mani poggiate al volante, curate anch’esse, con le unghie tagliate e limate. Sul medio della mano destra noto il leggero pallore della pelle dove la fede nuziale che solitamente porto lascia il suo lieve segno. Ogni volta che sono al lavoro la tolgo, un gesto riflesso credo. Prima di iniziare la ripongo dentro una piccola custodia d’argento che tengo nella tasca interna della giacca o del paltò nei mesi invernali. Non mi piace l’idea di commistione tra famiglia e lavoro, sono due cose distinte, separate che non hanno nulla in comune. Professionismo anche nel dettaglio. La radio non fa altro che trasmettere musica da discoteca o fiacchi motivetti che periodicamente come tormentoni ineludibili trasmigrano da una stazione all’altra. Le case discografiche, le emittenti televisive musicali devono spendere un bel po di quattrini per foraggiare il loro marketing spingendo i loro autori sull’emittenza locale o piazzandoli in qualsivoglia programmucolo televisivo. Penso che siano in fondo delle risorse mal gestite, dovrebbero puntare sulla qualità, incoraggiare degli autori con idee nuove…un po di coraggio e invece nulla. Spengo la radio e inserisco un cd. Mina i classici. Adoro questa sua voce, splendida, raffinata, tagliente e calda. Forse e meglio che rallenti non vorrei incappare in una pattuglia della Polstrada, diventerebbe imbarazzante essere fermato e poi essere costretto a dar spiegazioni del pacco nel bagagliaio. Magari lo potevo mettere nel sedile posteriore ma sono sicuro si sarebbe notato troppo. Porto l’andatura sotto i 130, non cambia poi molto sulla tabella di marcia anzi a ben pensarci sono in netto anticipo. Prendo il cellulare e chiamo Sara mia moglie. Il telefono trilla un po poi sento la sua voce rispondermi.
“ciao, sono io, siete già tornate dalla piscina?”
“Ciao Massimo, si siamo già a casa, Luisa è fuori in giardino, sta organizzando il party per le sue bambole, non ne vuole sapere di salire a farsi la doccia…figlia testarda sai! Deve aver preso da te.”
Sorrido immaginandomi la mia “piccinina” intenta a disporre tavolinetti di plastica per il piccolo party lillipuziano per le sue bambole.
“Massimo credi di esser a casa per cena?”
“Mi sa tanto di no Sara, sono ancora molto indietro e devo ancora vedere l’ultimo cliente, una seccatura, penso che andrà un po per le lunghe. Non aspettatemi, cenate, quando arrivo io me la cavo da solo, lo sai che sono un cuoco provetto!”
La sento sorridere e mi immagino quel suo largo sorriso che le conferisce quell’espressione unica. La mia Sara, otto anni di matrimonio e mi sento ancora innamorato di lei come quando ci siamo conosciuti il primo anno di università.
“Ok signor cuoco noi mangiamo i ravioli della nonna tu arrangiati con la solita scatoletta di tonno; non è il piatto che ti riesce meglio?”
“Esatto…esatto…ciao ci vediamo dopo…bacio!”
Spengo e ritorno a concentrarmi sulla strada. Mi viene da pensare a mia figlia, tra un mesetto e mezzo farà la seconda elementare. Spero che non si trovi ad aver a che fare con le stesse stronze maestre dell’anno scorso. Mi viene in mente quando un pomeriggio rincasando l’ho trovata col visino affranto perché una delle galline le aveva rifilato uno schiaffo. Il giorno dopo sono corso alla scuola per parlare col direttore. Ho fatto una raccomandata al distretto scolastico e una denuncia alla polizia. Quella stronza isterica l’ho fatta mettere in riga dal mattino alla sera. D’accordo, ho ritirato la denuncia ma ho preteso scuse formali e l’assicurazione che mia figlia non avrebbe mai più avuto a che fare con povere malate come quella. Picchiare mia figlia per una sciocchezza poi. Da non credere. Mi bolle il sangue a pensarci. Passano un po di chilometri e il cell trilla. Attivo il viva voce.
“Si pronto.”
“Dove sei?”
“Ciao…diciamo in dirittura d’arrivo, passo Ferrara Sud poi prendo la strada dei lidi….diciamo 50 minuti circa, traffico permettendo.”
“Ummh…e il pacco come è messo?”
“Sta nel portabagagli, come la volta scorsa, stesso procedimento, credo che buche a parte non si sia rotto nulla…almeno credo…e poi dai di che ti preoccupi!”
il cell tace per un attimo poi risento la sua voce:
“Si si il trasporto non mi preoccupa più di tanto ma è il caldo…sai non vorrei…diciamo non vorrei che si deteriorasse.”
“Vabbè, fammi trovare una piazzola e poi ci do un’occhiata…va bene così…ti tranquillizza?”
“Ecco bravo..si fai così..se tutto è a posto non richiamarmi…ti aspetto qui,,,intanto preparo qualcosa.. ok?”
“Ci vediamo lì più tardi…ciao.”
Chiudo il cell e lo spengo, per questa sera basta telefonate, devo prepararmi, il lavoro è lavoro nulla và fatto a metà altrimenti sulla piazza mi rovino il nome e se succede sono fuori definitivamente. Credo di aver almeno altre tre quattro anni buoni di attività poi giuro che mi ritiro. Non è il rischio che mi fa dire questo ma l’età e poi la tensione nervosa che con l’andare del tempo aumenta…potrei rischiare di ritrovarmi il lavoro che invade la mia vita personale e sarebbe un disastro. Penso che il mutuo per la casa ci terrà stretti per un altro paio d’anni poi anche quello mollerà. L’attività di Sara va bene e io potrei tranquillamente piantarla con tutte queste trasferte e riprendere la mia attività di fotografo, in fin dei conti tutto è partito da lì e mi sembra giusto che lì debba ritornare. La segnaletica indica un grill a 2500 metri, rallento la corsa, decido di fermarmi per una spremuta, ho la gola secca e poi così prima del rientro in corsia potrò dare un’occhiata al bagagliaio tanto per accertarmi se il pacco è a posto. Parcheggio la macchia e mi incammino verso il grill. All’interno la solita umanità varia e i volti indifferenti della cassiera e dei baristi. Ordino la mia spremuta mentre mi perdo con lo sguardo sui panini esposti. Appena fuori trovo il tempo di fumarmi una sigaretta. Cerco di stare basso con questo vizio, al massimo cinque sigarette al giorno. Prima o poi la devo smettere ma se consideriamo che prima ne fumavo almeno un pacchetto al giorno posso dire che sono sulla buona strada.
Salgo in macchina e riparto ma prima di uscire dall’area di servizio accosto un attimo e passo a controllare il pacco. Apro il bagagliaio e lo vedo. Avvolto nel domopack con le caviglie e i polsi legati da nastro isolante nero il tizio sta coricato con le ginocchia ripiegate sul petto e le braccia dietro la schiena. Una sorta di incaprettamento senza il lacciolo che corre dalle caviglie al collo. Alla bocca ha un boccaglio rosso legato dietro la nuca e riavvolto con dell’altro domopack. Lo guardo bene, non mi sembra messo male più del dovuto. E’ sudato d’accordo e mi pare pure che si sia pisciato sotto ma non cose gravi. Lo fisso negli occhi per un attimo. Ha quello sguardo perso da bambino frignante messo in castigo nella camera buia. Credo che voglia dirmi qualcosa ma me ne disinteresso, gli soffio contro le ultime boccate di fumo azzurrino tanto per farlo tossire un po e poi riabbasso il portellone. Devo dire la verità: le prime volte, quando ho iniziato intendo, certe situazioni mi imbarazzavano, provavo un senso di pietà per alcuni soggetti, o meglio oggetti, del mio lavoro ma con il tempo questa inquietudine si è andata smorzando, una sorta di adattamento emotivo. In fin dei conti è il lavoro, il contratto lo prevede, niente di personale insomma. Riaccendo la radio, regolo la temperatura dell’abitacolo e riprendo la strada. Quando arrivo a Ferrara esco dall’autostrada e imbocco la statale per i lidi. Percorro velocemente questo tratto con il sole alle spalle che spande la sua luce sempre più ammorbidita. Per arrivare sul posto devo percorrere una stradina laterale che porta al limitare di una pineta dove, sparse e ben distanziate tra loro, ci sono alcune case alcune delle quali coloniche. Molte di queste sono state ristrutturate, hanno tutte le comodità e durante i fine settimana qui si ritrovano famiglie, gruppi di amici e coppie clandestine per passare qualche ora in santa pace. Io mi dirigo verso una di queste. La proprietà è delimitata da un portone con grosse sbarre in ferro pitturato di nero e da una recinzione muraria alta più di due metri. La casa è circondata da un giardino dove alberi sempre verde la fanno apparire immersa in una penombra costante. Arrivo e suono tre volte il clacson. Il cancello si apre e io infilo la macchia dentro. Da una delle finestre vedo il volto di lei che mi fa un cenno di saluto, apre la finestra e mi dice:” Lo porti dentro tu o vuoi una mano?” “Mi arrangio da solo non preoccuparti.” Rispondo. Apro il portabagagli e con una strattonata metto il tizio a sedere sul fondo del vano, gli stappo il domopack dal corpo e dalla faccia. Prima di slegargli i polsi prendo le manette e gliele infilo. Lo guardo di nuovo e gli sorrido sardonico. “Dai stronzo che siamo arrivati alla cuccia preparati.”
Mugugna qualcosa di incomprensibile mentre gli slego le gambe. Con una trazione lo faccio saltar fuori dalla macchina e dopo avergli messo un collare lo lego al guinzaglio e lo faccio muovere a quattro zampe sul ghiaino che porta verso la porta dell’abitazione. La porta si apre e oltre l’uscio vedo lei già pronta. Indossa un paio di calze a rete autoreggenti, niente mutandine, ha la figa completamente depilata che sembra uno spacco roseo su un corpo abbronzato fin troppo. E’ lievemente soprappeso con i seni abbondanti da matrona racchiusi in un reggipetto color nero. Porta dei bracciali in pelle nera con piccole borchie argentee. I suoi capelli, tinti, sono di un biondo esagerato, direi volgare, molto volgare. Questa donna ha due occhi azzurri di una freddezza glaciale e un’espressione del volto dura e sprezzante. Le vado in contro e la prima cosa che fa e mettermi una mano nella patta mentre carezza la testa del tipo pelato ai nostri piedi che le si avvicina e le fa le feste davvero come un cane antropoformizzato. “era ora, dai andiamo sono già pronta…vuoi qualcosa anche tu per metterti a tuo agio?” mi chiede con una voce talmente conturbante che stimola la mia eccitazione. “No adesso no, porto il cane nella sala giochi, portami qualcosa di fresco magari intanto che lo preparo.” Lei ammicca e si stacca da me mentre io porto lo schiavo nella stanza preparata per la seduta. La stanza è un salone con le finestre chiuse e ricoperte da tende scure e spesse. Alle pareti nessun mobile se non una cassapanca allungata dove in bella mostra ci sono alcuni pratici accessori. Alcuni vibratori di varia foggia, dei boccagli a palla, una paletta, dei frustini, diversi tipi di catenelle con mollette metalliche. Nel mezzo del locale una panca con fibbie infisse ai piedi dove legare gli arti. Nella parete opposta una croce di S.Andrea completamente nera con anch’essa fibbie e laccioli posizionati a varie altezze. C’è anche una sedia, credo che useremo quella. Strattono il tipo e dopo avergli sganciato il collare gli ordino di mettersi in ginocchio con il capo verso il basso e che non s’azzardi a rialzarlo pena una punizione a base di schiaffi prima ancora che la sua padrona arrivi. Ubbidisce.
Prendo una delle mascherine in cuoio che stanno adagiate sulla panca e gliela infilo on testa. Ha i fori per gli occhi e una cerniera sulla bocca, la apro perché deve lasciare spazio al boccaglio a palla. Lo spoglio nudo come un verme e lo lascio li in ginocchio. Ha il ventre cadente e i muscoli pettorali flosci con una leggera peluria grigia che lo rendono ancor più patetico. Lei arriva in quel momento, ha in mano uno specchietto con un paio di righe di coca. Si poggia a sedere sulla panca e ne tira una con una cannula d’argento di fine fattura. “Vuoi?” mi fa. Accetto lo specchietto con la polverina e aspiro con violenza. E’ un piacevole calore quello che mi prende, “Dai mettiamoci al lavoro” dico subito dopo.
Lei mi si avvicina e mi bacia con forza, sento la sua lingua farsi largo tra le mie labbra, mi succhia la lingua mentre insinua una mano dentro la mia camicia. Il cane intanto rialza la testa, lei si volta e vedendolo si stacca dalla mia bocca e gli ride forte in faccia prima di rifilargli uno sberlone da incubo. “Chi ti ha detto di guardare stronzo?” gli sibila vicino alla faccia. Si rigira subito verso di me e indietreggia verso il volto del tizio parandogli difronte il culo. “Baciamelo stronzo” Il tizio sporge le labbra e bacia le natiche cadenti della sua padrona. Nel frattempo lei mi spoglia, mi toglie la camicia e mi abbassa i pantaloni. Da una bordatura di una delle calze estrae un piccolo lacciolo nero con borchette argentate e me lo infila alla base del cazzo, davvero conturbante. Siamo pronti. Lei si rigira nuovamente e prende per la catena attaccata al collo il cane e lo trascina verso la sedia.
“Prendi il vibro nero dai” mi intima.
Non me lo faccio ripetere e lo raccolgo dalla cassapanca.
Glielo passo come un assistente passerebbe il bisturi ad un chirurgo, lei lo lecca in punta e poi lo poggia sulla sedia e infine intima al cane di sedersi. Il vibro gli sale nel culo lasciando nell’aria il lieve rumore bianco del suo ronzare. “Dai fottimi adesso” mi ordina.
IO le vado dietro e la prendo per i fianchi prima di penetrarla. Siamo a terra davanti agli occhi sbarrati del tipo che seduto sulla sedia fissa negli occhi sua moglie che mugolando rotea la linguina fuori dalla bocca. “Scopami, sbattimi, dai maiale, fammi godere come questa merda non riesce a fare!” ha la voce rotta e calda, ansima pesantemente, gode.
La scopo con forza e sento il sudore che mi corre giù per il petto e la schiena, mi concentro con la vista sul cordoncino nero torchiato alla base del mio cazzo che vedo scomparire sul limitare della sua vulva. Vado avanti così, distaccandomi dalla scena circostante, la durata è uno dei miei pregi, i clienti mi chiamano anche per questo.
Sento che sto per venire e stringo più forte le sue natiche, poi la sculaccio ripetutamente al ritmo dei suoi ansimi. Vengo con un rantolo basso di petto. La sendo godere anche lei. Allora si stacca e con la figa gocciolante si avvicina al cane e gliela sbatte davanti agli occhi poi con una mano lo carezza sul sesso e in un silenzio rotto solo da ansimi brevi ed isterici viene anche lui.
Nel mentre io mi sono seduto sulla cassapanca e mi asciugo la fronte dalle goccioline di sudore che la imperlano. “Accendi la luce grande dai che lo slego” mi fa lei. Ubbidisco.
Dopo un po il Notaio Branzini sta in piedi abbracciato alla sua gentile moglie la Dott.ssa
Lermi famosa commercialista felsinea. Da parte mia mi sono già ricomposto e uscendo faccio loro cenno che li aspetto in salotto di là. Sono teneri nel vederli abbracciati mentre si sbaciucchiano come due diciottenni. Dopo un po mi raggiungono, prendiamo un caffè insieme chiacchierando del più e del meno. Guardo l’orologio e sono già le 23.00, ho ancora 100 km prima di ritornare a casa. Ci accordiamo per un altrio incontro per il mese prossimo, mi congedo da loro salutandoli calorosamente mentre con una mano prendo l’assegno circolare che l’avvocato mi porge. Uscendo prendo la mia macchina e guardo la bmw serie sette che anche io vorrei avere. Prima o poi me la compero, dico sul serio. Prendo la via del ritorno lanciando uno sguardo allo specchietto retrovisore. Mi rimanda una sezione del mio volto. Intuisco di essere a posto, una lieve ombreggiatura sul mio volto mi segnala che la barba sta ricrescendo, un lieve gonfiore sotto l’occhio nero e caldo mi avverte che ho bisogno di un sonno riparatore delle fatiche quotidiane. Ho cura di me, rispetto del mio corpo. Nel riprendere l’autostrada mi fermo ad un altro grill, bevo un altro caffè e da uno scaffale prendo dei dolciumi e un giocattolino per la mia “piccinina”.
Quando arrivo a casa le luci sono spente. Porto la macchina in garage e mi fermo un attimo in giardino, il caldo ha fatto ingiallire l’erba, domani provvederò a bagnare un po il prato, fisso le bambole di mia figli a abbandonate in un angolo del giardino. Sorrido. In casa regna il silenzio e faccio di tutto per mantenerlo. Spio in camera da letto e vedo Sara che riposa immersa nel sonno del giusto. Entro di soppiatto nella cameretta della piccola e ripongo il giocattolo e i dolciumi sul suo comodino. Sorrido in silenzio prima di dirigermi al bagno. Sotto la doccia penso che ci vorrebbe un impianto a goccia per il giardino, ma ci penserò domani, magari nella mattinata prima di prendere la mia famigliola per andare a pranzo da mia madre. E’ bello essere a casa.

domenica, luglio 12, 2009

DECRETO SICUREZZA ETRUSCO: IL NUOVO CAPO DEI VIGILI.


Che il vento sia cambiato nella capitale etrusca d'oriente lo si è capito già a pochi giorni dall'esito del voto amministrativo. Spariti i suonatori di fisarmonica e scacciapensieri dal Ponte Castello durante il mercato del Sabato, dileguate le pantegane dalla zona golenare del ponte Beniamino Gigli e apprestate le prime migliorie ai raccoglitori per le cacche dei cani, lo schieramento di centro destra intende dare un'ulteriore accellerazione al processo di rinnovamento. Tra le emergenze più pressanti il rinnovo della carica di comandante supremo dei vigili urbani. A tal proposito è quasi certa l'elezione di BASTIANO RION, uomo di provate capacità e animato da raro pragmatismo. Certi di fare un servizio per l'amata popolazione etrusca d'oriente, ho incaricato il mio fido braccio destro Pino Sbando di raggiungere il Rion presso la barbieria ove solitamente ama passare tutte le mattine per una breve, concisa ma pur sempre esaustiva intervista. Con la dovuta reverenza posto.

Adria Barbieria xxxx ore 09.45 antimeridiane
Pino Sbando: Cari cittadini un distinto saluto dal vostro Pino Sbando. Mi trovo presso la barbieria del sig. xxxx per intervistare il quasi certo nuovo capo supremo della polizia locale della Capitale Etrusca d'Oriente BASTIANO RION che in questo preciso istante si sta facendo manutentare la barba mentre legge con avidità un vecchio LANDO d'annata gentilmente messo a disposizione dal titolare dell'esercizio. Attendiamo che termini le ultime pagine del prezioso volumetto per dare inizio all'intervista. Ecco, dopo una risata pecoreccia e una grattata inguinale riusciamo ad ottenere la sua attenzione. Stimato Sig Rion la ringraziamo della sua cortese disponibilità a questa intervista e inizio subito con la prima domanda. Varato il decreto sicurezza a livello nazionale, la plebe etrusca si attende grandi cose dai vigili e una solerte applicazione della normativa. Oltre a ciò quale sarà il suo impegno a carattere locale?
Bastiano Rion: (sopprime un rutto) Intanto caccia il documento maledetto fallito!
P:S: davvero un uomo pragmatico...eccolo... ed ora per pietà potrebbe rispondermi?
B.S.:.... ummmh, vabbè sembri un nigro ma qua hanno scritto cittadinanza italiana anche se non concordo! Ebbene non farò sconti a nessuno. La GGente è stanca di ritrovarsi Negus che suonano alle porte di casa tentando di vendere scope a 400 €uri al pezzo che poi finiscono nelle casse dei terroristi islamici per la guerra totale all'occidente e pertanto vieterò la vendita di tale prodotto in tutto il territorio comunale. Oltre a ciò intendo scacciare dal Corso Vittorio Emanuele tutte le sigagne e i loro mocciosi che fanno la questua senza pagare neppure un centesimo di un cazzo per l'occupazione del suolo pubblico.
P.S.: mi sembrano dei provvedimenti draconiani ma oltre a ciò?
B.S.: Mi attendevo un commento simile da uno smidollato senza palle ma voglio soprassedere. Continuando, diminuiranno le multe per i possessori di auto di grossa cilindrata che parcheggiano anche in luoghi non autorizzati perchè quella lì l'è gente che spende e agisce come leva nell'incremento dei consumi a tutto vantaggio dei plebei mentre provvederò al sequestro dei rotacj in modo da stimolare l'acquisto di nuove vetture. Ma non mi fermerò qui. Basta allo strapotere dei cinasi alle macchinette del videopoker. Per questi cialtroni tabagisti incalliti ho previsto una tassa sul "muso onto" da 500 €uri in modo da stimolare l'indebitamento e la miseria presso le classi meno agiate della città le quali ricorreranno con più solerzia all'ipoteca dei propri beni residui presso istituti di credito amici. Non voglio qui esprimere alcun giudizio sulle badanti che sono tutte ladre e meriterebbero unicamente la sodomizzazione!
P.S.: un vero gentiluomo direi. Ma come intende affrontare i vari problemi con il personale ridotto con cui si ritroverà ad operare.
B.S.: Il problema non sussiste: ho già predisposto la formazione di un plotone di alabardieri e di un gruppo mobile di archibugieri per le fucilazioni sommarie.
P.S.: Mi permetta un'ultima domanda. Ma lei prima di candidarsi a questo delicato ruolo cosa faceva nella vita?
B.S.: Sudavo al bar, mi pare ovvio. Ed ora sparisci insetto che mi devo far pettinare!
P.S.: Amici un cordiale saluto da Pino Sbando e buona fortuna a tutti.

giovedì, giugno 25, 2009

ADRIA ETRUSCA: MESSAGGIO DEI VINCITORI.


Nel meriggiare pallido mi stavo dedicando alla riproduzione per meristema della pianta del fagiolo quando sono stato raggiunto da un cablogramma da parte di alcuni giovini appartenenti allo schieramento del centro destra vincitori delle elezioni amministrative comunali della città etrusca i quali, fidando nella mio democratico spirito, mi hanno pregato tramite minaccia armata di divulgare codesto messaggio. Mai chino alle vessazioni della stampa di qualsiasi regime posto senza censura. "Inutile Erre, rimasuglio del passato, affossatore delle libertà individuali, meschino sodale dell'ideologia comunista, reietto della società, ambiguo assertore della pace, vile combattente, chi ti scrive, con decenza, è un gruppo di VERI DEMOCRATICI che grazie al voto del POPOLO potranno far risorgere dal fango il vessillo turrito dell'antica capitale etrusca d'oriente. Orbene, Leviamoci per un momento dalle bassure della vita politica parlamentare; dimentichiamo per un momento Montecitorio e i suoi ciarlatori molesti; allontaniamoci altrove con il nostro pensiero che non dimentica ; portiamo altrove il nostro cuore, le nostre angoscie segrete , le nostre speranze superbe, ed inchiniamoci sulla pietra che, nella desolazione della piana polesana, segna il luogo ove la destra per voler del popolo tutto in un tumulto ed in una invocazione vince: Adria. Finalmente il respiro libero del vento della libertà ha liberato la nostra città dall'angosciante cappa solfurea della dittatura comunista ridonando spazi infiniti di democrazia alle genti che per tanto tempo supine hanno subito il giogo della dittatoriale sinistra. Finalmente liberi di esprimere i nostri più reconditi sentimenti ci apprestiamo a rendere l'urbe loco di convivio, sede di dialettica, agone di civile scambio di idee per il progredire comune. Sfortunatamente per ottenere ciò dovremmo chiedere alcuni sacrifizi. Intanto basta nigri jokken e po basta cinasi che ci rubano il posto alle macchinette del video poker... c'è anca da dire, orkemadonnez, che parcheggeremo i suv dove cazzo ci pare e anca che el primo che va drio lo mandemo in figadesomare. Ci facciamo anca le ronde e il primo che spaca i vovi dentro i bar dove un biro costa 400.00 euri lo batiamo come un tamburo parchè a noaltri i povrasi i ne fa schifo..... tomo ciò e po sta tento....sta tento che chi non salta un comunista è!!!"

domenica, giugno 14, 2009

Piero Itlè protesta nuovamente


Stamane, mentre portavo a termine la bozza del mio ultimo saggio sulla storia zuava, sono stato raggiunto da un messaggio proveniente dalla DER ADLER vergato dal solito Piero Itlè. Celermente posto.

"Heil Pippo Erre, chi ti scrive sono sempre io, Piero Itlè. Dunque, come al solito non ne combini una giusta manco per sbaglio. A prescindere dal fatto che il propellente che mi hai inviato per i razzi non vale una sega, tralasciando la scarsa qualità dei burritos per le mie SS, facendo finta di non notare che i vestiti per il mio corredo da parata sono tutti fuori misura e maledico il sarto da cui ti sei fornito, non curandomi di tutto ciò non posso fare a meno di stramaledirti per lo shampoo che mi hai fatto arrivare. Ti ho ripetuto mille volte che ho i capelli unti da schifo e che il sebo mi cola sulla fronte mettendomi in imbarazzo con i miei seguaci cloni. Sto fatto mi irrita e perdo spesso la pazienza e quando mi incazzo per chetare i nervi mi tocca far le seghe al mio cane. Il cane mi è diventato debole e ogni mattino mi tocca passare il mocho vileda sulla testa per arginare il fenomeno sebaceo. Mi avevi assicurato che nei tuoi laboratori avevi trovato una nuova formula chimica per shampoo la quale avrebbe risolto il problema in via definitiva. Bella merda che mi hai mandato! Mi son venuti fuori dei capelli da nigro e qua tutti mi pigliano per il culo. Ieri sera ho dovuto fucilare quattro SS e tu ben sai quanto costi produrre altri cloni con gli scarsi mezzi di cui dispongo sulla DER ADLER. Vedi di darti una sgaggiata e risolvimi il problema perché se mi girano i coglioni giuro che invado il GABON per rappresaglia....dimenticavo: vattene a 'fanculo!"

domenica, giugno 07, 2009

RIESUMATO IL CADAVERE DI PAGLIACCIO FARFALLO.


Non trova pace ancora PAGLIACCIO FARFALLO il noto artista etrusco rinvenuto cadavere mesi fa alla fermata Piramide della metropolitana capitolina. Per ordine della magistratura il corpo dello sfortunato artista è stato riesumato per un'ulteriore analisi necroscopica dato che dalle documentazioni acquisite dal giudice risulta che la precedente autopsia non fu eseguita da un anatomopatologo ma da tale BUBI di professione ambulante nonché noto schizofrenico paranoico in cura al CIM della capitale etrusca d'oriente. "Sono stato il primo a rimanere stupito del fatto che nessuno si sia accorto del macroscopico errore....." ci ha confidato il giudice IGINO PANIN, "...bastava guardare in faccia il BUBI per capire che qualcosa non andava. Infatti si era presentato completamente stravolto dagli psicofarmaci e a petto nudo in camera mortuaria per l'autopsia!". Contemporaneamente è scattata un'indagine presso l'ASL 19 per verificare eventuali responsabilità. Raggiunto da Pino Sbando il dirigente dell'azienda sanitaria etrusca ha rilasciato la seguente dichiarazione: " Guardi non mi capacito di tutta questa canea ignobile che un magistrato da due soldi ha voluto sollevare per una banalità simile. Pagliaccio Farfallo ormai era morto e nessuno in città sentiva la sua mancanza. Il sig. BUBI è un nostro stimato paziente e quando non è in crisi delirante ci fornisce le migliori angurie del polesine portandocele direttamente in monoblocco con il suo ape centinato. Il fatto che si aggirasse incontrollato in camera mortuaria fa parte della terapia psichiatrica adottata per il suo caso. E adesso fuori dalle palle che devo giocare a poker on line!" Nel frattempo l'associazione europea PAGLIACCI & BUFFONI ha iniziato una raccolta di firme per erigere un monumento allo sfortunato collega in Piazza Groto ad Adria.

sabato, giugno 06, 2009

ARTE ETRUSCA


Mentre nelle varie piazze della capitale etrusca d'oriente si concludeva la campagna elettorale da parte dei vari partiti e coalizioni, uno sparuto gruppo di artisti partecipava all'inaugurazione del monumento all'mbriagon opera del noto scultore ALBERTINO BONAGLIONI. Si tratta di un bronzo magistralmente realizzato nella cui forma e sostanza si realizza in pieno un'espressività concettuale che solo un animo sensibile e raffinato come quello del maestro può raggiungere. "Mi sono ispirato a me stesso..." ha confessato al nostro Pino Sbando l'autore, "....vede solitamente per raggiungere le vette artistiche che mi sono consone utilizzo il buon vecchio metodo della sbronza ad oltranza e poco prima del coma etilico creo dal nulla, plasmo la materia, rendo vivo l'inanimato e poi... e poi collasso miseramente o do spettacoli indegni di me stesso. L'arte per l'arte attraverso il furore alcolico!" Grandi applausi da parte degli intervenuti tra cui molti poeti boemmienz, pittori murali, scrittori falliti e anche attori senza qualità.

lunedì, giugno 01, 2009

TRAGEDIA EVITATA!


Poteva rivelarsi come la peggior tragedia degli ultimi cinquant'anni della storia della capitale etrusca d'oriente ma, grazie all'intervento quasi divino del premier, tutto si è risolto con un pò di spavento e preoccupazione. Ma andiamo con ordine. Erano le 10 antimeridiane di ieri quando la signora RENZA RENZI si presenta presso lo studio veterinario del Dott. BUGAZONI con il proprio animale da compagnia LILLY, un'elefantessa di otto anni con gravi problemi di stipsi. "Ha sempre sofferto di stitichezza ma ho sempre risolto il tutto dandole da mangiare un bidone di fave di fuca. Però in questa occasione la situazione si è fatta seria dato che la povera Lilly non defecava da due mesi. Temevo potesse scoppiare ed è per questo che mi sono rivolta al veterinario." rivela la signora RENZI al nostro Pino Sbando che l'ha intervistata. Il veterinario, constatata la gravità della situazione, ha deciso di intervenire somministrando al pachiderma 800 litri di Activia al super bifido ultra attivo che però si è rivelato inefficace. "Solitamente con questa dose di Activia animali di questa mole rispondono positivamente alla cura e smerdano un quartiere intero ma nel caso di Lilly il blocco fecale è rimasto invariato. A quel punto non mi rimaneva altro che intervenire direttamente con la pratica di un clistere liquido\gassoso a base di caffè e propano..." ci ha rivelato il veterinario ".... si tratta di una pratica assai pericolosa in quanto la cannula deve essere spinta nell'ano dell'animale a braccio sino ad una profondità di mezzo metro." Assistito da due collaboratori il Dott. Bugazoni ha iniziato la delicata operazione ma quando tutto sembrava procedere tranquillamente il veterinario ha perso lievemente l'appoggio dalla piattaforma da cui stava operando e scivolando in avanti si è infilato fino alla cintola dentro l'ano dell'elefantessa. Una contrazione involontaria della muscolatura rettale ha ingabbiato il tapino e gli sforzi fatti dagli assistenti per liberarlo sono risultati vani. Il rischio di una asfissia è stato fortunatamente evitato grazie all'utilizzo di un compressore collegato alla cannula del clistere dando la possibilità allo sfortunato medico di poter respirare seppur prigioniero dell'oscuro retto elefantesco. Allertati i vigili del fuoco e gli artificieri la zona è stata transennata e sottoposta a vigilanza armata. "In questi casi solitamente interveniamo segando a metà l'animale.." ci ha rivelato il comandante dei Vigili del Fuoco ADELMO PERTICATO "...ma trattandosi di un raro incrocio tra elefante indiano ed africano sottoposto alla tutela degli animali in via d'estinzione non abbiamo potuto procedere. Inutile adoperare il flessibile per segare l'ano, il pericolo di scintille con tutto quel gas immagazzinato nella bestia avrebbe potuto far esplodere l'intero palazzo e quindi ci siamo seduti ad un tavolo a giocare a carte aspettando qualche genio da fuori!" Febbrili le ore successive che hanno visto alternarsi sul luogo vari luminari di culi di elefante. Nel frattempo la notizia dell'incidente, grazie al tam tam della plebe, arrivava all'orecchio del coordinatore del centro destra etrusco il quale grazie ad un canale privilegiato si è messo in contatto direttamente con il Leader Supremo il quale, nonostante fosse contemporaneamente impegnato a Bari, Napoli, L'Aquila, Toronto, ha dato la sua disponibilità immediata per risolvere il drammatico momento. Tre minuti dopo Berlusconi si paracadutato su Adria e portato a spalle da un galoppino ha raggiunto l'ambulatorio. "E' evidente che ci troviamo di fronte ad un pericoloso pachiderma comunista il quale imprigiona un povero professionista intento nel proprio lavoro. Un modo subdolo per affossare l'imprenditorialità e diffondere il pessimismo che tanto nuoce all'evidente ripresa economica del paese...." ha esordito il premier. "Ciò nonostante ho la soluzione del problema!" Detto ciò ha messo mano ad un telefono cellulare e dopo una brevissima telefonata nel volgere di pochi minuti è arrivato un apecarro del circo MEDRANO il quale trasportava il fachiro indiano BUNDI noto a tutti come ipnotizzatore di elefanti. Pochi minuti di concentrazione e l'elefantessa, sotto l'effetto prodigioso dell'arte ipnotica del fachiro, ha rilasciato un peto da primato il quale ha sospinto il malcapitato veterinario a ottanta metri di distanza. "Ho avuto paura ma nonostante qualche lieve escoriazione e un paio di costole rotte sono sano e salvo. Non mi infilerò mai più in simili situazioni e spero che gli elefanti si estinguano presto!" ha rivelato il veterinario al buon Pino Sbando. Inutile dire che la popolazione tutta è rimasta stupita dalle grandi capacità del premier e molti si sono ripromessi di votare lo schieramento del centro destra. "Solo lui ci può togliere dalla merda!" ha commentato BALDO BALDI attivista di destra. Scorno nell'opposto schieramento il quale sta organizzando un dibattito pubblico sull'avvenuto. La città attende!

lunedì, maggio 25, 2009

INIZIATIVE ELETTORALI: IL CENTRO DESTRA ETRUSCO INVITA GIANNINO


Ennesima iniziativa del centro destra etrusco a supporto della campagna elettorale per le amministrative della capitale etrusca d'oriente. Dopo il successo ottenuto con il concerto dei BARABBAS tenutosi ai vituperati giardini Zen, il blocco conservatore ha messo a segno un brillante colpo mediatico riuscendo ad avere come ospite il noto giornalista nonché polemista GIANNINO. Arrivato a bordo di un cocchio dorato l'austero personaggio si è lasciato carezzare la crapa pelata dai numerosi fanciulli accorsi per scherzarlo. Gioia e tripudio tra i sostenitori di destra che in lui hanno riconosciuto la fiera immagine dell'uomo italico. Caricato a forza su un carrettino è stato trasportato fino alla piazza Cieco Grotto da dove ha tenuto un comizio commovente. "Questa città ha bisogno di una nuova classe politica, occorre l'ottimismo dei forti e l'impegno dei sagaci per un nuovo rinascimento etrusco. Il progetto di uno zoo in località Borgo Dolomiti, la metropolitana di superficie, l'interramento del ramo interno del Canal Bianco, l'aeroporto, l'Italia in miniatura, la centrale atomica a Baricetta, l'estrazione del petrolio a Ca' Emo, la fabbrica di carri armati a Bellombra nonché il delfinario di Bottrighe sono tutte opere fattibili le quali permetteranno ad Adria di diventare il paese dei balocchi. Da domani tutti ricconi...fidatevi!" questo è quanto ha detto tra una risata e l'altra. I sondaggisti del bar "dalla Pina" hanno rilevato una brusca impennata dei consensi per lo schieramento del centro destra. La sinistra per il momento latita ma siamo certi che non mancherà una degna risposta. Per il momento è tutto; da una panchina in pacca al sole il vostro Pino Sbando.

Quezito exzistenzzziallo n° 918.487: BALDO CANIAZZA


Stamane, mentre cercavo di spiegare ad un branco di facoceri gli effetti positivi della panca ad inversione, sono stato raggiunto da un messaggio in brail da parte di uno stimato nonché affezionato fanz: BALDO CANIAZZA. Trovando la sua richiesta di aiuto lecita ho provveduto ad abbattere gli inutili facoceri a colpi di mitra per potermi dedicare con maggiore attenzione al problema sollevato dal caro cittadino. Posto con letizia.


"Caro Erre, divino flautista, integerrimo frequentatore di bar, canoista provetto, fantastico ciclista da fermo, chi ti scrive è un cittadino angustiato e in preda a mostruosi attacchi di colite. Il mio nome è BALDO CANIAZZA di professione divoratore di blatte. Sebbene il mio sia un lavoro oscuro e poco appetibile lo faccio con dedizione e serietà da dieci anni. Ebbene divorare blatte ha una notevole funzione sociale in riferimento al controllo demografico dell'insetto in questione e la sua diffusione sul territorio. Che ne sarebbe della città se io non provvedessi quotidianamente a divorare dalle ottantamila alle novantamila blatte al giorno? Lo scenario sarebbe apocalittico con gravi ripercussioni per la plebe tutta. Il problema è che da alcuni mesi sono follemente innamorato di una gentile pulzella la quale è un'igienista convinta. Dopo molti dubbi l'ho invitata presso una fogna a cielo aperto ove io risiedo e non ti dico la piazzata che mi ha fatto. La mia auto stima è precipitata e per giorni non mi sono presentato al lavoro. La conseguenza nefanda è stata che da molti tombini schiere di scarafaggi hanno iniziato a tracimare sulla pubblica via creando problemi al traffico e al decoro della città. Non sono più me stezzo e ho pure covato l'insana idea di cambiare mestiere e diventare un affermato chirurgo plastico. Mi rendo conto di aver somatizzato il tutto e da giorni soffro di violenti attacchi di colite e l'alitosi è diventata padrona del mio apparato digestivo. Mio Dio come posso ritrovare me stezzo, come posso ritornare al mio lavoro che tante soddisfazioni mi ha dato. Ti prego aiutami!"


Carissimo, nonostante i conati di vomito che mi hanno assalito mentre leggevo il tuo accorato appello, non ho potuto far a meno di riflettere sulla tua triste condizione. Innanzitutto volevo dirti che hai proprio un bel lavoro di merda ma se ti da soddisfazione non posso che approvarlo. Per il resto mi sa che non c'è nulla da fare. Ingoia qualche GLED assorbi odori per evitare l'alitosi e poi comprati una bella bambola gonfiabile se trovi qualcuno disposto a vendertela. Il mondo contemporaneo è un dedalo di disperazione e terrore e la catena che a lui ti imprigiona non può essere spezzata. Peccato perché saresti un bell'omino. Addio!

lunedì, maggio 18, 2009

QUEZITO EXIZTEZIALO N°77.418: IL PROFESSOR SANTITONE


Stamane, mentre cercavo di catturare un bosone per poterlo imprigionare in una gabbia per canarini, sono stato raggiunto da un cablogramma a massima priorità. Nonostante il mio lavoro qui in laboratorio abbia la massima precedenza, non ho saputo esimermi dal leggere l'accorato appello del Professor Ermanno Santitone, docente di calcolo computistico in un ITCS a cazzo per l'Italia. Con genuina volontà posto il tutto. "Caro Erre, stimato acrobata, esuberante ballerino di salsa, luminare della scienza, nonché sopraffino intenditore di burritos precotti, chi ti scrive, sconsolatamente, è il Professor Ermanno Santitone; io! Mi sono umilmente permesso di scriverti solo dopo aver letto il tuo superbo saggio: "Professori maniaci, problema o risorsa per l'istruzione secondaria del terzo millennio?". Ho letto le 12 pagine, finemente miniate, con estremo interesse e spirito critico e mi sono deciso a chiederti consiglio. Dunque: ho 43 anni malamente portati i quali mi pesano come macigni sulle spalle. Da un pò ho iniziato a pormi problemi sulla mia esistenza. Il declino incombente del mio stato fisico, le mie scarsissime capacità di integrazione sociale, il mio rilevante indebitamento con i locali notturni, mi prostrano. Oltre a ciò ho completamente perso la testa per una barista diciottenne che mi ignora. Essendo un buon cristiano ho cercato conforto nel sacramento della confessione e per mesi ogni giorno mi sono presentato al confessionale di Don Bruno aggiornandolo sul mio stato di peccatore. Sfortunatamente Don Bruno ha l'alito che puzza di caffellatte e dalla grata che divide il peccatore dal confessore per questo periodo ho inalato il suo fetido alito cappuccinesco che ha generato in me la ripugna per la chiesa cattolico-romana. Spaventoso è lo stato dell'uomo senza fede prova ne sia che il peccato si è impossessato di me. Ogni giorno, mentre insegno le generalità sui miscugli, la tecnica del calcolo percentuale o i riparti proporzionali, sono preda di imbarazzanti erezioni che mi obbligano a correre ai bagni per inusitate masturbazioni. I genitori degli allievi sono insorti e io sono costretto da settimane a girare per la pubblica via con un cappuccio in testa. La barista mi scherza, i vicini vengono a cagarmi in giardino e le ballerine di lap dance mi offendono. Eppure io sono un bravo ometto e non è colpa mia se sono un maniaco sezzuale in preda all'estro. Ti prego dammi consiglio." Gentilissimo professor Santitone, la ringrazio delle accorate parole di stima ma la franchezza m'è d'obbligo: lei non ha speranze. Viviamo in un mondo cattivo ed ingiusto il quale pretende un tributo di sofferenza e alcuni disagi annessi. La faccia finita sul serio: si butti sotto un camion che trasporta sassi e non ci pensi più. La saluto con stima e referenza.Centra

CONCERTO DI SOSTEGNO ALLO SCHIERAMENTO DI CENTRO-DESTRA


Adria, domenica 17 maggio ore 18.00

Continuano le iniziative collegate alla kermesse politica in vista delle elezioni amministrative della capitale etrusca. Dopo i ricchi buffet offerti da entrambi gli schieramenti inizia la girandola delle attività ludiche a favore della plebe. A dare inizio alle danze ci ha pensato oggi pomeriggio nella splendida cornice dei vituperati Giardini Zen lo schieramento di centro-destra il quale ha offerto l'opportunità ai propri elettori e agli indecisi di assistere ad un concerto di musica death metal tenuto dai BARABBAS. Scacciati gli 'mbriagoni e i drughè i giardini sono stati invasi da torme di fanz i quali già in mattinata assiepavano numerosi i giardini in attesa dei loro beniamini. Tripudio quando il vocalist SATANA è balzato sul palco con tanto di baionetta tra i denti. Tra veloci riff di chitarra e fulminanti passaggi di batteria il gruppo ha dato il meglio di se ringalluzzendo il pubblico già vivace. Entusiasti gli organizzatori i quali hanno confidato ai numerosi ziornalisti presenti che molte altre iniziative seguiranno a riprova della vicinanza che il loro schieramento sente per i poveri etruschi i quali da anni sono succubi delle angherie dell'ormai ex giunta marxista-leninista. Ne vedremo sicuramente delle belle.

giovedì, maggio 14, 2009

OPINION LEADER: VLADIMIR & GIGINSKI PUTACENKO


Sarebbe scorretto affidarsi unicamente alle opinioni dei cittadini etruschi per avere il polso della situazione sulla attuale campagna elettorale in corso. In una società multietnica risulta importante anche il giudizio di coloro i quali provenendo da lontani ed esotici paesi apportano utili quanto necessari contributi per l'avanzamento sociale e culturale della capitale etrusca d'oriente. In tale contesto e sempre ligio ai principi deontologici di questo blogz sminkio ho affidato il compito al buon Pino Sbando di contattare due delle figure più importanti del CLAN PUTACENKO ovvero i fratelli VLADIMIR e GIGINSKI. Posto con fiducia.

Luogo: Adria Vicolo Tretti, ore 3.45 a.m. durante una partita a dadi clandestina.

Pino Sbando: Cari zittadini mentre voi dormite il sonno del giusto o vi dedicate allo scambio di coppia, il sottoscritto si trova nello stretto budello di Vicolo Tretti ove tra giuochi non consentiti, partite a Morra, gare a chi piscia più lontano e lanci di dadi, torme di biscazieri si abbandonano al degrado. A gestire questa fruttuosa attività troviamo Vladimir e Giginski Putacenko per una veloce intervista.

P.S: Salve ragazzi
Giginski Putacenko: ehi amico, vuoi giocare dadi? Interessa filmo ragazza bionda che prende in sedere da nano nero? Volere pistola Nagan? Cappotto armata rossa?
Vladimir Putacenko: Giginski vai spezzare dita a giocatore alto, faccio io con compagno Pino. (bestemmia ripetutamente in russo)
P.S: Carissimo Vladimir è un piacere ritrovarti e vedere che con solerzia e dedizione ti dedichi agli affari di famiglia. Mi congratulo anche per lo splendido paio di baffi che ti conferisce una innegabile autorità.
V.P: Gocio di vodka compagno?
P.S: ti ringrazio ma a quest'ora bevo solo nocino o vecchia romagna, sai ho la gastrite!
V.P.: Si si io comprendo.... triste destino!
P.S.: Ebbene volevo chiederti un'opinione sull'attuale campagna politica per le amministrative etrusche, spero tu mi risponda francamente.
V.P: Vedi Pino io ti rispondo con saggezza Sovietica su amara condizione umana, quella di molti elettori. Può il lavoratore, con la parsimonia e l'industriosità, sperare di diventare padrone? O tale aspirazione gli è negata? In quale rapporto è con il suo datore di lavoro? Di amicizia e cooperazione o di ostilità, antagonismo, essendo a lui legato solo dalla mutua necessità? In preda alla fame è probabile che si contenti di poco! Ma anche in caso di abbondanza, il suo scontento, la sua reale frustrazione, può essere grande.
P.S: Me cojoni Vladimir tu mi stupisci.... ma in sostanza che vuol dire?
V.P.: Che tutti ladri!
P.S: e quindi?
V.P: e quindi no importare una sega di elezioni di picoli ometi con bave in boca, più interessante gioco, done e vodka! (tira fuori una Nagan e spara tre colpi in aria)
P.S: Orkemadonnez Vladimir meglio che scappiamo prima che arrivino le guardie.... scusate amici ma il momento drammatico mi impone la fuga!

domenica, maggio 03, 2009

OPINION LEADER: SANTE CAMISOTO


Ennesima intervista ai vari opinion leader. Oggi abbiamo avuto il piacere di avere con noi ospite dalla Pina per un frugale toast freddo, SANTE CAMISOTO noto etrusco nonché presidente della potente ASSOCIAZIONE SPORTIVA ATLETI INUTILI E FUORI FORMA. Anche a lui abbiamo chiesto in che direzione si muoverà la sua associazione in previsione del voto alle amministrative. Gentilissimo come suo solito, dopo una piccola siesta dovuta ad un collasso, ci ha risposto. Di seguito, ovviamente senza censura, posto.
Adria, un pomeriggio di Maggio.... luogo: Bar dalla Pina

Pino Sbando: Dunque buon pomeriggio signor Sante Camisoto e grazie per la sua disponibilità squisita e complimenti per il suo perfetto stato di forma che fa di lei un atleta inutile di rilievo.


Sante Camisoto: Ti ringrazio Pino per i complimenti e ti faccio notare che grazie alla mia attività atletica sono passato dai 228 kilogrammi ai 119 in soli 14 anni, un risultato davvero eccezionale direi!


P.S.: Noto che lei è ancora tutto bagnato, immagino sia appena uscito dalla vasca lunga dopo una tonificante nuotata!

S.C.: no; non si tratta di acqua ma di sudore mio caro. Sto seguendo una dieta ferrea per mantenermi in forma. Assumo quotidianamente 6 bicchieri di burro fuso caldo che mi fanno sudare; espello così i liquidi in eccesso e mantengo elastica la mia notevole superficie epidermica. Ho il fegato a puttane ma qualche effetto collaterale bisogna pur subirlo!


P.S.: interessante annotazione per la plebe etrusca, ma veniamo all'argomento del giorno: il voto amministrativo della capitale etrusca d'oriente. Lei rappresenta un notevole serbatoio di voti immagino.

S.C.: Falsa modestia a parte posso dirle in piena confidenza che la nostra associazione può vantare 420.000 aderenti praticanti 37.158 discipline sportive.

P.S.: E quindi?

S:C:: Posso solo dirle che i voti andranno a quella coalizione la quale mi garantirà la partecipazione ai prossimi mondiali di nuoto..... ecco... tutto qua!

P.S.: Roba da niente insomma......... bene, la città è informata.

sabato, maggio 02, 2009

OPINION LEADER: GERMANO GERMANI


Ormai i giochi sono fatti, le liste sono state presentate, i candidati papabili si sono accasati definitivamente nelle numerose liste etrusche in attesa dell'esito del voto. Quello che conta ora sono i giudizi dei vari opinion leader etruschi. Donne e uomini in grado di spostare migliaia di milioni di miliardi di voti con un solo cenno della testa. Capaci di influenzare l'esito delle votazioni persino in India con una Sonia Ghandi fortemente preoccupata del loro giudizio. Vivono tra noi ma non sono esseri comuni. Ho dato incarico al mio fedelissimo Pino Sbando di intervistarli ed ottenere una loro opinione sulle elezioni etrusche della Capitale d'Oriente. Oggi, senza alcuna censura, posto l'intervista con GERMANO GERMANI.
Rosolina mare località Casoni alla diga

Pino Sbando: Sono le sette del mattino di un'assolata giornata di fine aprile, a passeggio lungo la diga dei Casoni troviamo GERMANO GERMANI notissimo cittadino etrusco nonché fondatore del MOVIMENTO UOMO VIRILE il quale molto gentilmente ci ha concesso la possibilità di un'intervista. Egregio Germani intanto grazie della sua disponibilità e....
Germano Germani: senti pidocchio vediamo di farla breve che io qua c'ho il mio bel da fare, ho già puntato una pollastra tedesca a cui ho intenzione di fare la festa prima delle nove che poi ho la trippa come colazione che mi aspetta!
PS: Bene, come lei desidera. Dunque le liste sono ormai state depositate in municipio, lei da che parte si schiera? Centro destra o centro sinistra?
GG: Allora sia ben chiaro che per quello che mi riguarda quelli lì sono tutti delle checche ripugnanti o dei lesbiconi inguardabili. La pelle di quella gentaglia lì manco è buona per farci dei tamburi e francamente io di votare non ho tanta voglia ma visto che al seggio ove io solitamente mi reco ci sono un paio di femminucce buone per una mezz'oretta di sano divertimento, farò lo sforzo.
PS: e quindi?
GG: e quindi cosa coglione? Oh, un pò di rispetto non vorrai beccarti un cazzotto in bocca eh? Dicevo che voterò sicuramente a destra mi pare ovvio. (scoreggia rumorosamente)
PS: Jokken Germano Germani e che puzza da incubo!
GG: così deve essere la scoreggia dell'uomo virile: lunga, rumorosa e soprattuto fetida perbacco!
PS: Ma mi scusi lei cosa ne pensa delle quote rosa?
GG: Quote cosa? La politica mica è roba da parrucchiera dico io. Le donne fanno bene la pastasciutta, stirano le camise e vanno dropate dopo l'ovvio smudandamento.... ma che te lo dico a fare a te che manco sei buono a farti le seghe!
PS: Grazie della stima ma mi tolga una curiosità: ma lei va sempre in giro messo così con 'na pecora al collo e una museruola al posto delle mutande?
GG: certo che si, la mia anguilla bragarola è un'arma con il colpo sempre in canna e la pecora al collo mi conferisce una certa eleganza e un'aura di misterioso fascino. Le donne ne vanno pazze.
PS: beato lei che possiede una buona auto stima. Ultima domanda: quando si è fatto l'ultima volta la doccia?
GG: Mai... l'omo ha da puzzà e la dhona ha da puzzà de l'omo suo e adesso fuori dai coglioni che devo scaricare il fucile!
PS: grazie di tutto e addio.

venerdì, maggio 01, 2009

Orgoglio residuo.


Di qualcosa sono ancora orgoglioso.

lunedì, aprile 27, 2009

SCONVOLGENTI RIVELAZIONI SU CICCIUZZO SCONCIAFORNI!


E' una notizia recente appena giuntami dal prode Pino Sbando che a rischio e periglio della propria stessa vita è riuscito a farmela pervenire da un quartiere in rivolta di Atene: CICCIUZZO SCONCIAFORNI tra i rivoltosi! Data la gravità dell'evento posto immanemente. Atene ore 16,45 nell'afoso pomeriggio ellenico scoppia la rivolta in un quartiere a cazzo dal nome impronunciabile per un immotivato aumento del prezzo dell'Uzo. Bande di anarco-insurrezionalisti si riversano nelle strade incendiando automobili, rovesciando cassonetti, inneggiando a fantomatici leader mai esistiti e defecando senza ritegno dentro le cabine telefoniche. Nonostante il massiccio intervento delle forze dell'ordine che fino a poco prima oziavano al porto trafficando in contrabbando, la rivolta è degenerata in atti di vandalismo di rara intensità (si parla del 7° grado della scala Mercalli tra gli esperti) con oggettivi disagi per le oneste schiere dei probi cittadini. Circola voce che a capo di una delle bande di rivoltosi vi sia un italiano che i sodali ellenici chiamano CICIUS. Contattati i servizi segreti italiani e usufruendo delle più sofisticate tecniche di riconoscimento somatico tramite disegno su foglio a quadretti si è risaliti al noto CICCIUZO SCONCIAFORNI che nelle patrie cronache risulta essere prigioniero delle Brigate Rosse. Forse siamo di fronte ad un nuovo caso di sindrome di Stoccolma o ad un grande bluff inscenato dal PMP per creare scompiglio nell'agitato panorama politico polesano. La situazione rimane fluida e le notizie si affastellano in modo capriccioso e sbarazzino. Quale sarà la verità? Lo scopriremo solo vivendo!

lunedì, aprile 20, 2009

VIBRATE PROTESTE N° 748.127


Nel meriggio mentre tenevo un seminario sul tonno in scatola e le sue svariate applicazioni in ambito culinario sono stato raggiunto da un nano in bikini il quale mi ha recapitato un messaggio urgente da parte di un vecchio amico. Rispettosamente posto senza censura alcuna.

"Caro Erre, stimatissimo amico, chi ti scrive è il tuo antico sodale Captain Sky. E' con vivo rammarico che ti descrivo la mia profonda delusione per un fatto accaduto in data 18 aprile corrente anno. Ebbene mi trovavo in una locanda di terz'ordine in provincia di Bolzano quando per una televisione locale è stato trasmesso un servizio che mi ha fatto trasalire. Una procace mezzobusto altoatesina riportava la notizia del più fastoso matrimonio tenuto negli ultimi cinquecento anni nella capitale etrusca d'oriente. Tra musici, giucolieri, guitti e saltimbanchi si è tenuto il matrimonio del MAGILLA! Un dolore violento mi ha trafitto il cuore mentre mi chiedevo perché non mi avesse invitato. Sarebbe stata una ghiotta occasione per lanciare il mio ultimo LP e fissare per quell'evento la prima data del mio grandioso tour che mi porterà in tutte le piazze delle città con meno di tremila abitanti. Eppure nella sua ultima vacanza qui in Florida, mentre sorseggiavamo tremila biri al noto locale "Mandingo" lui stesso mi aveva assicurato che sarei stato al suo fianco nella tavolata d'onore. Tutto ciò mi prostra e mi avvilisce e anche tu, perché non mi hai avvisato?"

Caro Captain intanto mi compiaccio del fatto che tu non abbia cambiato sarto e mantenga il tuo classico stile sobrio e misurato nella scelta dei capi d'abbigliamento. Per il resto che vuoi che ti dica? Continua a bere e tanti auguri per il tuo tour....mandami due biglietti agratise. Ciao.

venerdì, aprile 10, 2009

SGOMINATO VERGOGNOSO TRAFFICO DI MAIALI TATUATI


Brillante operazione della milizia etrusca la quale ha scoperto e bloccato un vergognoso commercio di maiali tatuati. Erano le 7.45 antimeridiane di ieri mattino quando un drappello di valenti investigatori della milizia etrusca ha fatto irruzione in un laboratorio clandestino di maiali tatuati sito nella periferia nord della capitale etrusca d'oriente gestito da alcuni cinasi e struppatorri dell'est Europa.In un locale interrato a 38 metri sotto il livello del mare i delinquenti compivano le loro malefatte in condizioni igenico-sanitarie al limite del concepibile. Ammassati uno sull'altro decine di ignari suini attendevano il loro turno in uno stato di completo abbandono sia morale che affettivo. Intervistato dal nostro valente Pino Sbando, il caporale BUGAZZI ha rilasciato tra le lacrime la seguente dichiarazione: "Mi sono vergognato di essere un essere umano oggi quando ho visto lo stato in cui versavano le simpatiche bestiole e nonostante io sia un noto divoratore di salami, coppe, brasole e codeghin mi sono commosso. Questi lugubri personaggi, senza alcuna remora morale, si arricchiscono con questo squallido commercio che permette loro di fare lauti incassi rivendendo i suini sul mercato asiatico dove vengono messi alla berlina nelle sagre paesane prima di essere uccisi a sassate. A mio avviso occorrerebbe istituire un reato specifico per codesto crimine che avvilisce e sconforta!" Stupore tra le genti e scompiglio tra le forze politiche.

mercoledì, marzo 25, 2009

QUEZITO EXZISTENZIALO DI BABBOGGIANNI.


Erano circa le 19.30 di questa sera quando sono stato raggiunto da un messaggio a priorità assoluta inviatomi da un vecchio amico di mille battaglie baresche: BABOGGIANNI. Colpito dalla sua missiva ho sospeso l'esperimento che stavo eseguendo e senza tema posto il suo angoscioso dilemma. "Caro Erre,vecchio amico, insuperato poeta, uomo virile, domatore di fiere estinte, maestro nell'arte della cetra nonché sublime scultore, chi ti scrive col core in mano sono io.... il tuo fedele amico BABBOGGIANNI. Non mi voglio dilungare nella rimembranza delle nostre bischerate di juventus ma tosto passo ad esporti il mio dilemma di carattere exzistenzialo nonché giuridico fidando pure nel tuo studio legale composto dall'esimio Piero Cadavere Pacciani e lo stimato Er Canaro. Ebbene nel 1924 o 1958,non ricordo bene, una nota ditta di abbeveraggi per assetati emise pubblico bando per un posto di "vecchio inutile disposto a ricoprire il ruolo di dispensatore di doni natalizi per finta" riconoscendo in me le caratteristiche salienti del bando di concorso mi proposi immediatamente. Ricordo ancora, come fosse ieri, di quando mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana diretto negli Stati Uniti d'America. Giunsi in quel d'Atlanta carico di speranze e progetti tra i quali per valenza spiccava quello di diventare meeeliardario de dollari da spendere a dhone nude. Fui il primo e il signore che colloquiò con me mi disse che di certo il posto sarebbe stato mio. Ma il vile destino era in agguato. Pochi giorni dopo, mentre io scialacquavo le mie poche risorse in locali di infima qualità speranzoso nei prossimi introiti monetari, un raccomandato dalla curia vescovile di Nuova York segretamente finanziato dalla cricca demogiudoplutomassonica si presentò al colloquio di lavoro con il buffo nome di BABBO NATALE. In barba ai requisiti, spinto dalle raccomandazioni il meschino ottenne il posto nonché le laute provvigioni che mie dovevano essere. La mia vita divenne da allora insopportabile. Cadi in somma disperazione perdendo ogni rispetto in me stesso. Divenni un affezionato frequentatore di cinodromi, un crapulone senza ritegno e persi anche la fede in Buddo che a caso per decenni ebbi ad adorare. Ramingo per gli stati della repubblica pluristellata conobbi il degrado e l'abbandono ma circa un mese fa ebbi la fortuna di leggere il tuo splendido manuale di DIRITTO CIVILE PENALE AMMINISTRATIVO IN SEI PAGINE. Folgorato dalle tue cristalline interpretazioni comparate non ho saputo trattenermi dal chiederti consiglio e ti chiedo: ci sono possibilità che io possa perorare e vincere la mia giusta cauza collaambizione di potermi destreggiare nei cieli dicembrini alla guida di una slitta trainata da 12 renne che corrono nell'aria senza sforzo trainandomi completamente ubriaco ed ebbro dei miasmi della mia scarza igiene intima?. Ti abbraccio con stima, tuo BABBOGGIANNI" Caro Babboggianni ti ringrazio per le vibrate quanto dovute parole di stima ma è con mio sommo dispiacere che ti devo dire che (auscultate le opinioni di Piero Cadavere Pacciani ed Er Canaro) non ci sono speranze per te. Sei un orrido orco, un abominevole ritaglio della società civile e non sei degno di appartenere al consorzio umano. Tu non puoi capire il mio dispiacere ma ti prego: buttati sotto un treno. Tanto ti dovevo, ciao. ERRE.

COMUNICATO STRATEGICO 7.481\B


Molti nemici della classe sono sulle mie traccie e negli ultimi tempi sono stato costretto a delegare gran parte delle mie comunicazioni al fido Pino Sbando uomo di mia assoluta fiducia. Mi trovo attualmente nei miei laboratori impegnato nei miei esperimenti i quali assorbono tutte le mie energie ma ciò non toglie che io vigili....vigili.

domenica, marzo 15, 2009

TRIONFO DELL'ARTE CONTEMPORANEA!


Settimana ricca di appuntamenti culturali per le plebi etrusche. Nonostante la crisi dilagante, le imminenti elezioni che creano scompiglio ed imbarazzo, la capitale etrusca d'oriente e le sue genti non perdono il gusto e il piacere della cultura. Tra un simposio sulla trasformazione del cibo per cani in prelibate pietanze da affermato ristorante e un balletto tenuto al teatro comunale per nani omosessuali nudi, si inserisce anche una pregevole iniziativa di carattere strettamente pittorico: LA MOSTRA MONOTEMATICA DEI RITRATTI DEL MAGO SILVAN. Novanta le opere presentate ma una sola la vincitrice abbinata al concorso della mostra. Pregevoli oli, delicati acquerelli, leggiadri scarabocchi ma su tutti si è stagliata l'opera del grande maestro GUERCINO DA FASANA. Un pittore che seppur in vita già è entrato nel panteon dei miti della pittura. Discepolo dell'accademia dei Carracci di Bologna, attento studioso "dal vero", con le sue opere inconfondibili ha ridato lustro alla scuola pittorica etrusca. Nella tela originalmente intitolata "SIN SALA BIN" l'elemento caratterizzante è la sontuosa ufficialità della rappresentazione. Silvan è in piedi e la sua figura, ammantata nel classico smoking da mago, si staglia contro lo sfondo veneziano. Il carattere forte e dominante del famoso personaggio è sottolineato dai tratti decisi del volto e dalla compostezza della figura. Lo Stesso Mago Silvan ha premiato il pittore con un bel trucchetto: lo ha fatto sparire dalla faccia della terra. Pubblico festante e grande soddisfazione del primo cittadino.

mercoledì, marzo 11, 2009

EZIO SCAVOZZI SCENDE IN CAMPO!


Colpo di scena nella capitale etrusca d'oriente: EZIO SCAVOZZI ha deciso di scendere nell'agone politico e di candidarsi. Erano le 01.00 di questa notte quando all'interno del Bar dalla Pina si è presentato Ezio Scavozzi a lanciare la propria candidatura come sindaco della città. Il grande Ezio è sempre stato un uomo assolutamente irreprensibile della cui esistenza non si è mai accorto nessuno e questa sua autentica, genuina, inconfutabile oscurità lo ha fatto assurgere al ruolo di etrusco più famoso per non essere famoso. Anche in questa occasione, seppur balzato sul tavolo dove dei noti intellettuali stavano finendo un giro di ramino, nessuno gli ha prestato attenzione. Un unico commento da parte di Rino Camisa il quale ha proferito la seguente frase: "Jokken vecjo mato ma chi jeto?" Di lui pochissime note biografiche. Nasce il 29\02\78 e diventa subito vecchio per potersi confondere con gli anziani che frequentano i vari bar come osservatori di partite di carte. Nel 1981 vince un ambo sulla ruota di Bari e con il ricavato si compra un cane invisibile con cui intrattiene lunghe discussioni seduto sulle panchine del Viale Maddalena. Grande consumatore di bagigi e accanito lettore della rivista "Torre di Guardia" non ha mai lavorato in vita sua ma non lo sa. Altro non è dato a sapere. Il sottoscritto, Pino Sbando, Lord Buozzi e il professor Half Holsen abbiamo deciso di sostenere la sua candidatura!

domenica, marzo 01, 2009

SEVERINO BOJANDO GRAN MARESCIALLO DELLE RONDE ETRUSCHE


Finalmente anche le Ronde Etrusche hanno un degno comandante: SEVERINO BOJANDO. Ier sera, sotto la sferza della tramontana innanzi al picchetto d'onore e inchinato al vessillo turrito della capitale etrusca d'oriente il nuovo Gran Maresciallo ha prestato il proprio giuramento. "Zittadini, jokken, mi giurro fedeltà ai sacri valori della democrasia e del benessere della GGente contro ogni abuso, struppo, furto e baccano durante le ore notturne perchè qua c'è ggente par bene che lavora e il sole magna le ore e... e pò porteme da bevare o spaco tuto!" poche, sentite, vibrate parole che hanno raggiunto il cuore degli intervenuti generando un afflato di commozione di rara intensità. Dopo la cerimonia il nuovo Gran Maresciallo è stato sospinto, a bordo della sua potente carrozzina, per le vie cittadine dove ha raccolto le plurime manifestazioni di solidarietà dei zittadini commossi. Uomo di grande sensibilità, veterano di ogni battaglia per il ripristino dell'ordine e della disciplina, Severino Bojando nonostante la venerabile età di 487 anni dimostra uno spirito giovanile e una mente acuta. Capacissimo organizzatore di truppe irregolari, arruolatole di ciurme per varie marinerie, legionario fiumano, agitatore di piazza nonchè avido strozzino è pronto a riportare l'ordine per le vie del centro ormai in balia di stupratori, drogati, transessuali nudi e tatuatori non autorizzati. Compito arduo il suo vista la demagogica politica perpetrata dalla giunta marxista-leninista che da anni opprime le oneste schiere degli etruschi. Sgozzate numerose faraone e bevuti decine di tini di vino dal popolo che attende una vera rivoluzione dal basso capace di riportare agli antichi fasti l'amata capitale. Solo il famigerato PMP tramite uno sconcio volantino ha espresso il proprio dissenso definendo il Gran Maresciallo un "Vecjo mato" a cui, cupamente, viene dato il seguente consiglio: "COPATE!"

mercoledì, febbraio 25, 2009

FESTIVAL DELLA MUSICA DA CORTILE: VINCE POVIO CON "GINETTO ERA GHEI"


Serata conclusiva ieri sera del 987° festival della musica da cortile che come ogni anno si tiene nella capitale etrusca d'oriente presso il Bar dalla Pina. Gli organizzatori si possono ben vantare del fatto che quello di quest'anno sia stato un festival davvero ben riuscito con una affluenza di inutili come pubblico davvero entusiasmante. I brani presentati dai cantanti erano davvero brutti musicalmente e liricamente indecenti. Grazie al cielo la giuria, formata da alcuni sbevazzoni, è riuscita a sdoganarsi dalle solite polemiche individuando il degno vincitore. Ha vinto infatti POVIO all'unanimità con il brano "GINETTO ERA GHEI" una miserabile canzonaccia composta in fretta e furia la sera stessa dell'esibizione nel gabinetto dello stesso bar tra i miasmi prodotti dalle scoregge e cacche degli intervenuti. Intervistato dal nostro immancabile Pino Sbando l'affermato cantante ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Sono feliciano di aver vinto il primo premio consistente in una confezione di prodotti natalizi scaduti oltre a 700 boeri marci e vorrei dedicare questa mia vittoria a tutti coloro che mi hanno sostenuto durante questa competizione ovvero il mio amico Brendy e la sua fidanzata di cui non conosco il nome. Ho cercato di abbinare una bella musichetta sulla falsariga di quella emessa da una macchinetta del video pockerr con un testo di forte attualità ovvero il tema dell'inserimento degli ex reccioni nella società civile. Ginetto è un personaggio vero e a dirla tutta sono io perchè mi piacevano gli uomini e no le dhone ma adesso ho fatto chiarezza con me stesso e tirando una moneta per aria sono guarito da questa brutta malattia che è il 'fnocismo! Auguro a tutti di essere felici ed ora lasciate che mi ubriachi tranquillo!" Già in vendita il cd con 19 versioni del brano.

domenica, febbraio 22, 2009

CRISI ECONOMICA? NUTRIAMOCI CON I RAGNI!


Buona affluenza di pubblico ieri pomeriggio presso gli spogliatoi del campo sportivo della San Vigiglio in quartiere Dolomiti nella capitale etrusca d'oriente dove si è tenuta la giornata intercomunale dedicata alle frontiere della nutrizione. Particolare interesse ha suscitato il banchetto dell'Associazione Etrusca Allevatori Ragni. Ad illustrare l'attività dell'associazione un uomo brutto che non ha declinato le proprie generalità nemmeno all'esplicita richiesta dei gendarmi. Il nostro Pino Sbando presente sul luogo non ha potuto resistere alle succulente golosità predisposte sul tavolo degli assaggini e mentre piluccava tartine e panetti ha intervistato l'uomo brutto il quale si è poi rivelato come il Presidente nonchè unico iscritto dell'associazione. Per comodità di lettura pubblichiamo un sunto dell'intervista in cui il Presidente illustra le attività e i fini dell'associazione. "L'idea di fondare questa associazione risale a circa 2 anni fa quando un giorno io e le mie 150 personalità ci siamo ritrovati prigionieri, per un futile ischerzo perpetrato da alcuni mascalzoni, dentro una botola interrata in località sconosciuta. Dopo 3 giorni di detenzione i morsi della fame hanno iniziato a farsi sentire. All'interno dell'angusta botola non c'era altro che un topo morto e alcuni ragnoni neri e pelosi. Superato lo schifo, mi sono per primo pappato il topastro e poi sono passato ai ragni. Dopo una settimana sono stato liberato dai NOCS i quali pensavano fossi una delle tante vittime dei rapimenti perpetrati dal clan Putacenko e sono ritornato al nulla della mia vita ma con una nuova brillante idea: allevare ragni. Ho iniziato con un piccolo allevamento clandestino ricavato nel sottosuolo adiacente ad un ristorante cinaso e poi mi sono ampliato con un condono edilizio. Veda il ragno in se fa un bello schifo a guardarlo ma sotto un profilo nutrizionale è una vera bomba. Crudo oppure frullato è un elisir di lunga vita e mangiato vivo pare abbia potenti doti afrodisiache. Con un investimento minimo di 40 €uri si possono arrivare a produrre 4.500 ragni di media pezzatura che sul mercato raggiungono un prezzo di vendita di 2 €uri. Oltre a ciò cibarsi di ragni va di moda e nei locali "in" delle maggiori capitali del mondo nonché sui più prestigiosi panfili se ne fa un gran uso. Mi sento un imprenditore realizzato e credo di aver fatto un gran bene alla collettività diffondendo questo utile contributo alimentare alle ambasce dei meno fortunati. Parliamoci chiaro: una brasola costa il suo giusto e con la stessa cifra si possono ottenere 4 pasti o 50 spuntini di ragno." Grazie al cielo esistono ancora uomini di questa fatta!

mercoledì, febbraio 18, 2009

ARRESTATO LO STUPRATORE DI AUTOMOBILI!


Colpo grosso della milizia etrusca. E' di questa mattina la notizia dell'arresto di MARIANGELO BONTASON noto anche con il nomignolo di "slaca marmite" ovvero lo supratore di automobili. Dopo mesi di dure indagini i segugi etruschi sono riusciti a mettere dietro le sbarre il pericoloso maniaco. Ma chi è Mariangelo Bontason? Figlio di un noto cantante da balera e di una pittrice fallita il Bontason cresce in un ambiente malsano ed ambiguo. All'età di 12 anni abbandona le scuole per dedicarsi al vagabondaggio senza meta. Frequenta circoli di debosciati e fannulloni illudendosi che la sua personalità possa imporsi con il malcelato progetto di diventare un leader capace di organizzare le masse. Ignorato da tutti, deriso dal gentil sesso, in preda a manifeste tendenze paranoiche a 21 anni decide di dedicarsi al travestitismo inscenando indegne performance pubbliche dove spesso viene offeso e picchiato dai passanti. Il rancore del Bontason cresce sino a vette inaspettate. Cova un odio intestino per le automobili nelle quali identifica la figura femminile che con tanta pervicacia lo rifiuta. Iniziano gli stupri di marmitte. Prima vecchie utilitarie in disuso poi, in un crescendo parossistico, si passa alle berline di media cilindrata ed infine ai suv. Fioccano le denunce dei cittadini etruschi i quali si presentano dalle guardie con condom inzaccherati di liquido seminale e marmitte divelte. Iniziano gli appostamenti coordinati dal vice sceriffo BASETTONI i quali per i primi tempi non portano a nessun risultato se non l'arresto di due uominizezzuali scoperti dietro una Fiat Palio mentre si dedicano a pratiche sodomite. Ma grazie agli sforzi bipartizan e alla collaborazione di noti maniaci dediti al voyeurismo alla fine il delinquente è stato colto sul fatto. Finalmente la città è al sicuro e al bar della Pina si sprecano i brindisi.

lunedì, febbraio 09, 2009

CICCIUZZO SCONCIAFORNI CHIEDE ASILO POLITICO AGLI ETRUSCHI


Erano le 7.15 di questa mattina quando davanti all'ingresso di Palazzo Tassoni si è presentato Cicciuzzo Sconciaforni a torso nudo con una cassa di esplosivo sulla quale si è seduto. Successivamente ha infilato un paio di mutande in testa e si è puntato alle tempie due pistole minacciando di farsi saltare le cervella se il Primo Cittadino non si fosse presentato al suo cospetto entro 10 minuti. Immediata la reazione dell'illustre uomo politico etrusco che inforcato un motorino a caso parcheggiato innanzi alla sua dimora si è celermente presentato al cospetto dello Sconciaforni seppur in vestaglia e pantofole. Attorniato dalla "Guardia etrusca" il Sindaco ha chiesto le motivazioni di tale piazzata allo Sconciaforni il quale ha esordito con la seguente richiesta: "Sindaco le chiedo asilo politico perché a Rovigo mi scherzano e mi cojonano di continuo. La mia vita è diventata una continua sequela di insulti, beffe e bischerate le quali mi hanno reso la vita intollerabile e la morte gradita. Esigo essere ospitato da Voi etruschi, in caso contrario mi farò saltare la testa e innescherò l'esplosivo della cassa su cui sono seduto causando danno agli edifici del Corso. Adesso faccia un po lei!" La trattativa è durata per interminabili ore finché alle 10 circa con la scusa di dare ristoro all'aspirante suicida gli è stata servita una faraona contenente sonnifero istantaneo. Attualmente lo Sconciaforni è trattenuto in un gabbione per le fiere gentilmente prestato dal Circo di Russia e si sta valutando la posizione del tentato suicida. Sdegno da gran parte dei partiti politici etruschi i quali protestano sulla mollezza ed indecisione del primo cittadino. "Diamolo in pasto ai siluri!" strillano da destra, mentre l'atomizzata sinistra ha scelto di andare ad un istant congress per decidere sulle sorti dell'esule.

sabato, febbraio 07, 2009

IEZ VI CHEN!


Ebbene sì MONSIGNOR MILINGO sarà il nuovo VESCOVO della diocesi di ADRIA-ROVIGO. Sulla spinta del fenomeno OBAMA, il VATICANO stesso ha deciso di imprimere un'accelerazione al rinnovamento delle cariche episcopali. Il crescente numero di immigrati e il pericolo della diffusione del maomettanismo, dell'induismo, del buddo e degli adoratori di pietre ed alberi ha indotto il PAPA in persona ad imporre il simpatico religioso nonché provetto cantante al difficile ruolo di pastore di un gregge multi etnico. Altra novità è che la sede vescovile tornerà nella capitale etrusca tra la gioia e il tripudio dei nostalgici. "Era ora che il Vescovo tornasse nella sua abitassione in Adria altrochè Rovigo, debbe strare qua.... taccato alla nostra cattedrale.... jokken!" ha commentato il sig Attilio mentre sostava, come suo solito, sulle striscie pedonali in mezzo al traffico. "Personalmente mi fa molto piacere sapere che avremo nuovamente il Vescovo in città ma mi preoccupa che sia un nigro e poi speriamo non si metta a cantare!" ci confessa la signora Telma mentre porta a spasso la bici accompagnandola a piedi munita di tre sporte piene di cose inutili. Fatto sta che tra stupore, gioia e polemiche anche gli etruschi d'oriente potranno finalmente dire IEZ VI CHEN!

venerdì, febbraio 06, 2009

GIMI ROC CONTRO LA DROCA!


Pregevole iniziativa della chiesa riformata etrusca in collaborazione con il centro ecumenico giovanile della diocesi adriese. Per sensibilizzare la juventus sull'annoso problema della droca ier sera in vicolo Tretti si è tenuto un concerto gratuito del noto cantante idolo delle folle GIMI ROC. Tra riff supersonici, acuti vocali incontrollati e assoli vertiginosi il gruppo di GIMI ha coinvolto le masse in cori da stadio. Scaricate 8 penne BIC per gli autografi e vendute circa 2700 magliette del gruppo. Grande soddisfazione da parte del pubblico tra le cui schiere si notavano parecchi genitori visibilmente soddisfatti dal messaggio positivo del cantante. Raggiunto dal nostro Pino Sbando ha rilasciato la seguente dichiarazione: "La droca è una brutta bestia da sconfiggere. Anche io in passato ho consumato droche di ogni genere e per un periodo sono diventato anche reccion. Passavo tutto il giorno ai vituperati Giardini Zen ad incidere col coltellino frasi a caso sulle panchine e a sputare per terra. Grazie al cielo ho incontrato la fede e gettato il mio passato alle ortiche. Ora faccio una vita sana all'insegna della moderazione e passo i pomeriggi e le notti nelle chat dei ludri ad adescare minorenni. La musica mi ha aiutato notevolmente in questo mio percorso di vita e spero che il mio messaggio arrivi ai cuori dei ggiovani. Mi raccomando ragazzi fate come me: basta droca, basta vino!"