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sabato, gennaio 08, 2011

Probblemmo exxistenziale 98.745/hb

Stamane, mentre portavo a compimento il mio saggio su “Il carteggio segreto tra Eugenio Bellemo, Marcello Teodoro Boscolo e Re Zog d’Albania. Un caso irrisolto.”, sono stato raggiunto da un commovente cablogramma inviatomi dal Sig Alexander Scanferlato Presidente della AFE (associazione feticisti etruschi).

Data la delicatezza della supplica posto con celerità la medesima.

Stimato Erre, insuperato curatore di ragadi anali, luminare della crioterapia, pasticciere sopraffino, imbattibile giocatore di briscola e freccette, soprano affermato e conteso dai più prestigiosi teatri del centro Africa, chi ti scrive tra mille crucci è il tuo affezionatissimo fanz Alexander Scanferlato indegno presidente dell’Associazione Feticisti Etruschi . Come esige l’etichetta supino e prono contemporaneamente mi permetto presentarti codesta mia supplica sperando in un tuo grazioso consiglio e prestigioso patrocinio. Ebbene, nel mondo moderno noi feticisti etruschi non riusciamo ad avere riconoscimento. Mentre per le altre associazioni si trovano sempre dei fondi , per noi nulla, niente……deserto. Per il coccodrillo Loredano si sono mosse tutte le più prestigiose firme del giornalismo polesano ma per le nostre sacrosante istanze neppure un piccolo articolo vicino ai necrologi. L’anno passato la nostra manifestazione dell’orgoglio feticista, tenuta ai vituperati Giardini Zen, è stata snobbata in maniera indegna da tutte le autorità locali. Abbiamo chiesto al Comune Etrusco d’Oriente l’utilizzo della palestra comunale per le nostre inoffensive attività di annusamento scarpe e mudande usate ma ci siamo sentiti appellare (sia dal centro destra che dalla sinistra centro) come “inutili buffoni degni solo della fucilazione alla schiena”. Derisi e scacciati da tutti siamo costretti ad esercitare il nostro sano OBBI dietro le mura di cinta del cimitero al freddo e al gelo d’inverno e tormentati dall’afa e dalle punture d’insetto durante la bella stagione. Personalmente vivo una condizione drammatica. L’altra sera mi ero appena infilato il mio scarpone preferito in testa quando la mia ragazza mi ha detto: “Non ti stimo più, sei un essere ripugnante e ti lascio per un nano drogato e manesco. Addio!” La solitudine esistenziale, il dileggio continuo, l’insensibilità altrui e il notevole costo delle mudande usate comprate nei siti dei ludri, rende la nostra vita solitaria e sempre più duro il trascinarne le catene. Ti supplico, invitto eroe, dacci conforto e consiglio. Il sempre fedele Alexander Scanferlato.

“Carissimo Alexander non mi immedesimo nella tua trista condizione avendo un toast quasi pronto da divorare. Capisco che l’esser abbandonato dall’altra metà del tuo bigio cielo ti abbia indebolito nella tempra caratteriale e che la vita ti appaia una prova inaffrontabile. Abbandonati al destino, falla definitivamente finita; nell’aldilà un paradiso calzaturiero ti attende e adesso basta, il mio tempo è prezioso e il sole mangia le ore. Addio babbeo.”

giovedì, dicembre 03, 2009

QUEZITO EXZISTENZIALO N° 43.987


Stamane, mentre portavo a termine l'ultimo capitolo del mio saggio "DIFFUSIONE DELLA LEBBRA NELL'AGRO PONTINO TRA IL I° E IL II° SECOLO AVANTI CRISTO" sono stato raggiunto da un messo del comune di HELSINKI il quale mi ha consegnato un papiro con priorità assoluta proveniente da un mio fanz scandinavo. Ovviamente ho riposto carta, penna e calamaio per dedicarmi alla soluzione del difficile quesito esistenziale dell'amico finnico.

"Illustrissimo Erre, fine estimatore di prodotti caseari, eclettico crapulone, stimato cardiochirurgo, chi ti scrive con l'animo affranto è un tuo seguace da anni. Mi chiamo Diocleziano Vattarajnnasajonen di professione disonesto fallito con molteplici carichi pendenti. Ultimamente ho cercato di modificare il mio comportamento sociale frequentando corsi di recupero e di rinserimento sociale presso il SERT finlandese con lusinghieri risultati. Innanzitutto ho smesso di assumere assenzio e ho sospeso il consumo di sostanze psicotrope. Pur tuttavia una vita scellerata ha segnato in profondità il mio carattere. In particolare continuo ad avere comportamenti bizzarri e privi di senso logico. Per ovviare a ciò mi sono presentato al campionato mondiale di staticità statuaria indossando la casacca biancoazzurra della mia nazione. Nonostante sia rimasto in piedi fermo immobile con uno sguardo ebete stampato in faccia per 368 ore, sono stato raggiunto da un giudice evidentemente corrotto il quale mi ha inusitatamente squalificato adducendo il fatto che me ne stavo con le balle di fuori generando inbarazzo tra il pubblico. La cosa mi ha letteralmente atterrito e sono ricaduto in uno stato depressivo maniacale. odio questo mondo crudele che non ammette il mio riinserimento nella società. Sono tentato di prendermi a martellate nei maroni per attirare l'attenzione sul mio avvilente caso. Tu cosa mi consigli o mio vate indiscusso?"

Carissimo Diocleziano, non esitare: FALLO!

venerdì, novembre 13, 2009

QUEZITO EXISTENZIALO n° 337.829



Questa sera, mentre combattevo la mia personale battaglia contro gli scarafaggi domestici a colpi di lanciafiamme, sono stato raggiunto da un commovente appello di Milva, giovine afflitta da perplessità ezistenziale. Sensibile alla richiesta d'aiuto della simpatica ragazza ho sospeso lo sterminio degli inutili insetti per prestarle udienza. Placidamente posto.


Eroico Erre, effendi, ammaestratore di rinoceronti, divino tenore, sublime amante, gran parcheggiatore abusivo, chi ti scrive in ginocchio sui ceci è la tua fedelissima Milva ragazza divorata da un terribile dubbio. Ebbene da 3 mesi mi sono fidanzata con Gianginetto un ragazzo problematico ma molto profondo di 37 anni suonati. Sono stata colpita dal suo senso estetico e dalle sue rime baciate che compone sotto l'effetto dell'etere. Oltre a ciò è davvero un gran artistone il quale fa spaziare la sua opera creatrice dalla pittura, alla fotografia, alla poezia. Hanno riscosso molto successo i suoi quadri neri nei raffinati circuiti culturali di Bratislava e sono andate a ruba le sue foto ritraenti sassi. Nonostante il suo perenne alito fecale e la scarsa igiene intima io lo adoro ma da qualche giorno non mi sento più molto sicura di questi miei profondissimi sentimenti amorozi. Infatti  Gianginetto dopo l'ultima bordata di psicofarmaci assunti durante un rave si è convinto di essere pure un fotomodello nonchè un pornodivo. Da allora gira nudo come un verme mettendomi alquanto in imbarazzo. Ieri i miei genitori ci hanno visto insieme per le vie del centro e sono stati entrambe colti da infarto. Sono indecisa, devo seguirlo in queste sue bizzarre esternazioni o devo farmi monaca? Ti prego aiutami.

Simpatica Milva, mi commuove il tuo dubbio amletico e mi rattrista il tuo cruccio. Personalmente credo che il tuo fidanzatino non andrebbe toccato neppure con un bastone ma si sà: l'amore è cieco. Ora che sei rimasta orfana, dopo la repentina dipartita dei tuoi genitori, prima che Gianginetto trasformi la tua casa in un bivacco per malfattori vendi l'immobile e trasferisciti in una località sconosciuta. Il tempo è galantuomo e saprà lenire le ferite del tuo cuore. Non preoccuparti di Gianginetto tra un paio di anni sarà morto o farà l'assessore in qualche amministrazione pubblica. Ed ora addio mia giovine, mille impegni m'attendono.

giovedì, novembre 12, 2009

Quezito existenziale 94.185


 Domenica pomeriggio, mentre portavo a termine una seduta di psicoterapia ad un cane lupo in crisi di identità convinto di essere un conducente di pullman, sono stato raggiunto da un messaggio dello sfortunato politico laziale Marrazzo. Data l'impellenza del consiglio richiestomi ho congedato il cane lupo il quale è ritornato a guidare un pullman carico di giapponesi in visita nel DeltaPolesano ai 170 Km/orari ed ho subito prestato la mia modestissima attenzione al tapino. Serenamente posto.


"Venerabile Erre, uomo pio, devoto, irraggiungibile trapezista, insuperato guardiacaccia, subacqueo provetto, eccelso anfitrione, chi ti scrive con le pive nel sacco è un tuo lettore indefesso: MARRAZZO MARRAZZO.
Mi sono permesso di scriverti solamente dopo aver letto il tuo mirabile saggio: "PSICOLOGIA IN 2 ATTI." diventato testo fondamentale in tutte le Università per sordomuti del mondo per l'esame di geometria piana. Tosto vengo al problema esistenziale che sta consumando la mia inutile vita. Come tu ben sai, dopo una encomiabile carriera di giornalista d'assalto, probo ardito del consumatore, tribuno della plebe che con pazza ed irresponsabile audacia ha sfidato centinaia di truffatori, mai dono, mai supino, ho intrapreso la difficile impresa politica. Forte del mio mandato popolare ho dato fondo a tutte le mie energie intelletuali nella difesa del volgo. Sfortunatamente il peso di tale titanica impresa ha determinato in me l'accuirsi di una debolezza. Beato l'uomo che nel suo dolente cammino combatte la debolezza, ma, per colmo di sfortuna, non è stato il mio caso. In preda ad una depressione indescrivibile ho ceduto, opponendo ben poco sforzo, ad una mia lieve inclinazione: il rapporto, contro pagamento, di prestazioni sessuali con il banale consumo di droghe stimolanti accluse. Grandi incarichi comportano gravi responsabilità e con senso di responsabilità ho bruciato interi stipendi da operaio per soddisfare questi miei puerili appetiti. Ci sono rimasto molto male dall'essere stato scoperto e con senzo di responsabilità ho lasciato l'incarico e con quei quattro soldi che mi sono messo da parte, sdegnosamente mi sono ritirato sull'Aventino. Sono molto afflitto ora dato che la deprezziione, male sottile come la polvere, m'ambascia. Mia moglie ogni mattino, a giorni alterni, mi sputa in faccia o mi schiaffeggia, la prole mi ingiuria e mi scherza. Ti prego mia luce illuminami. Firmato un uomo in coriandoli.

Caro Marrazzo ho prestato molta attenzione al tuo caso e sono giunto ad una ponderata conclusione: TUTTO TEMPO PERSO! Non c'è niente da fare, è tutto inutile: falla finita.

lunedì, agosto 31, 2009

QUEZITO EXZISTENIALE N° 77.893


Stamane, mentre eseguivo una liposuzione al cane del vicino, sono stato raggiunto da un commovente messaggio cartaceo inviatomi da tale Ildebrando da Cantarana. Colpito dalla profondità dell'ominide in questione e dal suo dilemma esistenziale non ho potuto trattenermi da uno slancio umanitario. Posto con letizia consueta. "Carissimo Erre, stimato cavallerizzo, cultore dell'arte pre raffaelita, incisore sopraffino, conducador di masse nonchè abile piromane, chi ti scrive con il cuore spezzato è il sottoscrittoIldebrando, tuo umile nonché affezionato seguace. Tosto ti pongo il mio amaro quezito sperando in un tuo consiglio. La mia storia inizia 42 anni fa quando tra lo stupore dei paesani venni alla luce dal grembo di mia madre che per tutti era un uomo ma non per me. All'età di 21 anni mia madre mi portò a conoscenza di un doloroso segreto: ERO UN NANO! Ti posso assicurare che la notizia mi colse come fulmine a ciel sereno inducendo in me un profondo stato depressivo che tentai di curare dedicandomi anima e corpo allo studio della veterinaria applicata. Con spirito indomito e furente studio riuscii all'età di 37 anni a laurearmi con una tesi sulla colite spastica dei pachidermi la quale mi fruttò una menzione nella rubrica "forse non tutti sanno che..." della prestigiosa rivista scientifica LA SETTIMANA ENIGMISTICA. Nonostante le luci della ribalta, l'acclamazione nel mondo accademico in me rimaneva un doloroso cruccio: mi tiravo 70.000 seghe all'anno senza speranza di approcciare una donna. La dannazione si era impossessata di me. Ricordo ancora le centinaia di €uri dilapidati in annunci su riviste specializzate in scambio di coppia per trovarmi una adeguata collocazione sessuale. Ma alla fine tutto questo è sparito quando nella mia vita è apparsa WANDA, la donna che io amo. Purtroppo i genitori di lei, due nobili BANTU', non vedono di buon occhio la nostra relazione e siamo costretti a trovarci sotto mentite spoglie unicamente sui set di alcuni film porno di terza categoria. Sono stanco di codesta situazione e vorrei coronare il nostro sogno d'amore con un matrimonio benedetto dal Signore o almeno da alcune divinità della foresta. Ti prego mio paladino dammi lumi! Carissimo Ildebrando sono davvero commosso per quanto tu mi descrivi. Il mio occhio ricolmo di calde lacrime è il segno visibile della commozione che tu hai generato nel mio generoso cuore, pur tuttavia non ti posso mentire: non hai speranze! Tralascia WANDA e dedicati ai presepi ove potrai trovar pace e ristoro per la tua anima inquieta e a mal partito sposati una pecora. Ti prego inoltre di inviarmi l'indirizzo di WANDA in modo che io la possa consolare dalla futura grave perdita. Intanto addio mio caro...addio.

lunedì, maggio 18, 2009

QUEZITO EXIZTEZIALO N°77.418: IL PROFESSOR SANTITONE


Stamane, mentre cercavo di catturare un bosone per poterlo imprigionare in una gabbia per canarini, sono stato raggiunto da un cablogramma a massima priorità. Nonostante il mio lavoro qui in laboratorio abbia la massima precedenza, non ho saputo esimermi dal leggere l'accorato appello del Professor Ermanno Santitone, docente di calcolo computistico in un ITCS a cazzo per l'Italia. Con genuina volontà posto il tutto. "Caro Erre, stimato acrobata, esuberante ballerino di salsa, luminare della scienza, nonché sopraffino intenditore di burritos precotti, chi ti scrive, sconsolatamente, è il Professor Ermanno Santitone; io! Mi sono umilmente permesso di scriverti solo dopo aver letto il tuo superbo saggio: "Professori maniaci, problema o risorsa per l'istruzione secondaria del terzo millennio?". Ho letto le 12 pagine, finemente miniate, con estremo interesse e spirito critico e mi sono deciso a chiederti consiglio. Dunque: ho 43 anni malamente portati i quali mi pesano come macigni sulle spalle. Da un pò ho iniziato a pormi problemi sulla mia esistenza. Il declino incombente del mio stato fisico, le mie scarsissime capacità di integrazione sociale, il mio rilevante indebitamento con i locali notturni, mi prostrano. Oltre a ciò ho completamente perso la testa per una barista diciottenne che mi ignora. Essendo un buon cristiano ho cercato conforto nel sacramento della confessione e per mesi ogni giorno mi sono presentato al confessionale di Don Bruno aggiornandolo sul mio stato di peccatore. Sfortunatamente Don Bruno ha l'alito che puzza di caffellatte e dalla grata che divide il peccatore dal confessore per questo periodo ho inalato il suo fetido alito cappuccinesco che ha generato in me la ripugna per la chiesa cattolico-romana. Spaventoso è lo stato dell'uomo senza fede prova ne sia che il peccato si è impossessato di me. Ogni giorno, mentre insegno le generalità sui miscugli, la tecnica del calcolo percentuale o i riparti proporzionali, sono preda di imbarazzanti erezioni che mi obbligano a correre ai bagni per inusitate masturbazioni. I genitori degli allievi sono insorti e io sono costretto da settimane a girare per la pubblica via con un cappuccio in testa. La barista mi scherza, i vicini vengono a cagarmi in giardino e le ballerine di lap dance mi offendono. Eppure io sono un bravo ometto e non è colpa mia se sono un maniaco sezzuale in preda all'estro. Ti prego dammi consiglio." Gentilissimo professor Santitone, la ringrazio delle accorate parole di stima ma la franchezza m'è d'obbligo: lei non ha speranze. Viviamo in un mondo cattivo ed ingiusto il quale pretende un tributo di sofferenza e alcuni disagi annessi. La faccia finita sul serio: si butti sotto un camion che trasporta sassi e non ci pensi più. La saluto con stima e referenza.Centra

mercoledì, marzo 25, 2009

QUEZITO EXZISTENZIALO DI BABBOGGIANNI.


Erano circa le 19.30 di questa sera quando sono stato raggiunto da un messaggio a priorità assoluta inviatomi da un vecchio amico di mille battaglie baresche: BABOGGIANNI. Colpito dalla sua missiva ho sospeso l'esperimento che stavo eseguendo e senza tema posto il suo angoscioso dilemma. "Caro Erre,vecchio amico, insuperato poeta, uomo virile, domatore di fiere estinte, maestro nell'arte della cetra nonché sublime scultore, chi ti scrive col core in mano sono io.... il tuo fedele amico BABBOGGIANNI. Non mi voglio dilungare nella rimembranza delle nostre bischerate di juventus ma tosto passo ad esporti il mio dilemma di carattere exzistenzialo nonché giuridico fidando pure nel tuo studio legale composto dall'esimio Piero Cadavere Pacciani e lo stimato Er Canaro. Ebbene nel 1924 o 1958,non ricordo bene, una nota ditta di abbeveraggi per assetati emise pubblico bando per un posto di "vecchio inutile disposto a ricoprire il ruolo di dispensatore di doni natalizi per finta" riconoscendo in me le caratteristiche salienti del bando di concorso mi proposi immediatamente. Ricordo ancora, come fosse ieri, di quando mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana diretto negli Stati Uniti d'America. Giunsi in quel d'Atlanta carico di speranze e progetti tra i quali per valenza spiccava quello di diventare meeeliardario de dollari da spendere a dhone nude. Fui il primo e il signore che colloquiò con me mi disse che di certo il posto sarebbe stato mio. Ma il vile destino era in agguato. Pochi giorni dopo, mentre io scialacquavo le mie poche risorse in locali di infima qualità speranzoso nei prossimi introiti monetari, un raccomandato dalla curia vescovile di Nuova York segretamente finanziato dalla cricca demogiudoplutomassonica si presentò al colloquio di lavoro con il buffo nome di BABBO NATALE. In barba ai requisiti, spinto dalle raccomandazioni il meschino ottenne il posto nonché le laute provvigioni che mie dovevano essere. La mia vita divenne da allora insopportabile. Cadi in somma disperazione perdendo ogni rispetto in me stesso. Divenni un affezionato frequentatore di cinodromi, un crapulone senza ritegno e persi anche la fede in Buddo che a caso per decenni ebbi ad adorare. Ramingo per gli stati della repubblica pluristellata conobbi il degrado e l'abbandono ma circa un mese fa ebbi la fortuna di leggere il tuo splendido manuale di DIRITTO CIVILE PENALE AMMINISTRATIVO IN SEI PAGINE. Folgorato dalle tue cristalline interpretazioni comparate non ho saputo trattenermi dal chiederti consiglio e ti chiedo: ci sono possibilità che io possa perorare e vincere la mia giusta cauza collaambizione di potermi destreggiare nei cieli dicembrini alla guida di una slitta trainata da 12 renne che corrono nell'aria senza sforzo trainandomi completamente ubriaco ed ebbro dei miasmi della mia scarza igiene intima?. Ti abbraccio con stima, tuo BABBOGGIANNI" Caro Babboggianni ti ringrazio per le vibrate quanto dovute parole di stima ma è con mio sommo dispiacere che ti devo dire che (auscultate le opinioni di Piero Cadavere Pacciani ed Er Canaro) non ci sono speranze per te. Sei un orrido orco, un abominevole ritaglio della società civile e non sei degno di appartenere al consorzio umano. Tu non puoi capire il mio dispiacere ma ti prego: buttati sotto un treno. Tanto ti dovevo, ciao. ERRE.

venerdì, gennaio 02, 2009

QUEZITO EXIZTENNZZIALE N° 44.874


Oggi nel meriggiare pallido ed assorto, mentre maneggiavo della kriptonite verde, sono stato raggiunto da una profumata missiva di una delle svariate fanz ed adulatrici. Comprendendo il suo cruccio immediatamente posto attendendola tra le mie braccia al più presto.

"Gentile Erre, stimato soprano, irraggiungibile compositore di sonetti amorosi, divo, eroe ellenico, magnifico meccanico nonché riconosciuto esegeta coranico, chi ti scrive è ERGIVEZIA una giovine ariana tua estimatrice, perché corrosa nell'animo da un profondo dubbio. Da immemore data soffro di un complesso di inferiorità assoluta, mi sento sempre inadatta, fuor da li tempi e vetusta nell'addobbarmi pel il fugace amoroso connubio. Ora per rendermi desiderata e desiderabile ho deciso di indossar intima biancheria rifacendomi al tuo sublime trattato "MUDANDE DE DONA, DILETTO E CRUCCIO DE LI NOBILI ETRUSCHI". A Tal proposito, seguendo quanto descritto a pagina 82.427 del sopra menzionato testo, ho fatto un acquisto che ritengo degno di osservazione. Ti prego, o mio maestro, dimmi se appaio elegante con codesto capo. In attesa di un tuo inconfutabile giudizio rimango blindata in casa a mangiare risi e bisi!"

Stimata amica come non potrei rallegrarmi della tua coscienziosa scelta. Hai tutto il mio affettuoso assenso e ti invito, con solerzia, di recarti meco per una più approfondita discussione sul tema. Ora ti prego di scusarmi ma devo disinnescare un ordigno atomico recapitatomi da alcuni incivili terroristi. Con immutato affetto e stima sempre tuo ERRE.

domenica, dicembre 21, 2008

QUEZITO DI UNA MADRE ANGOSCIATA


Ier sera, mentre mi dedicavo alla pesca della cernia nella vasca da bagno di casa mia, sono stato raggiunto via etere dal seguente messaggio di PALMIRA madre angosciata. Data la gravità della situazione descrittami ho immediatamente sospeso la mia attività subacquea e ho postato il suo drammatico appello.
"Carissimo Erre, uomo benevolo, mecenate, funambolico atleta, divino Otelma delle periferie nonché visagista delle dive, chi ti scrive con il cuore in mano e il culo in fiamme è una tua devotissima seguace. Mi chiamo PALMIRA ho 32 anni e da sei sono sposata con un uomo senza qualità. Il nostro matrimonio è un viatico lastricato di noia, reciproco disprezzo, apatia e bisticci quotidiani. Tiriamo avanti solo perché la separazione e il conseguente divorzio comporterebbero spese troppo elevate per le nostre tasche anche perché siamo due pidocchi tirchi da far spavento. Ma vengo al fatto. Circa due anni fa me ne ero uscita per strada da sola con l'intenzione di cornificare mio marito con il primo passante a caso, così, tanto per fargli un dispetto dato che la sera precedente alla mia richiesta di comprarmi una pelliccia di giaguaro mi aveva risposto con un rutto e un vaffanculo urlato ai quattro venti. Me ne stavo in periferia sperando di incontrare un balordo arrogante e maschilista a cui concedermi quando un'improvvisa luce mi ha avvolto. Sopra di me ho visto una sfera di luce e un attimo dopo sono stata sollevata da una forza misteriosa. Ho perso i sensi e mi sono riavuta dentro la macchinetta delle fotografie della stazione dei treni di Merano. Per me erano passati solo pochi secondi ma in realtà erano passati tre giorni. Presa dall'ansia mi sono fatta arrestare dalla polfer dopo aver vomitato dentro il bar della stazione. Grazie al cielo sono stata riaccompagnata a casa e li ho trovato quello stronzo di mio marito in mutande e canottiera steso in poltrona che si guardava una partita registrata del campionato messicano anno 1988\89. Non ha detto niente..... ripeto, niente. Dopo alcuni giorni ho notato un altra cosa incredibile: ero incinta e lo stato di gravidanza era all'ottavo mese. Mi sono sentita male. Dopo un mese è nato PEPPINO (il nome l'ha scelto il decerebrato in canottiera e mutande) e lì ho avuto il primo sospetto: non poteva essere figlio di mio marito. Il bimbo è ipercinetico; s'agita per nulla. All'asilo c'è una bambina di origini senegalesi e ogni volta che li mettono vicino Peppino inizia a latrare, lancia oggetti contro la sfortunata e talvolta sbava! Ora dimmi, oh mio sacerdote, che cosa può essermi accaduto? Sono forse stata rapita dagli ufi o dai vitoni?

Gentilissima Palmira non ti devi preoccupare. Come già molti lettori del blogz sminchio sanno in orbita geostazionaria da oltre 12 anni si trova la "Der Adler" astronave progettata dal sottoscritto con la collaborazione di Lord Buozzi e del professor Half Holsen. All'interno di essa ci sono una trentina di EzzeEzze e il clone del famoso dittatore germanico Piero Itle'. Ora noi s'è fatta sta nave per tener lontano dalle plebi il noto pazzo che ambisce a conquistare il mondo tutto e alcuni pianeti limitrofi. Periodicamente manda giù navicella a raccattar donne per esperimenti eugenetici e riproduttivi. In sostanza hai copulato con il folle clone. Ti posso assicurare comunque che la tecnologia Misteriana ha innestato al clone un interferitore spermodinamiconeurale il quale in caso di riproduzione annulla nell'arco di 4 anni le tare ereditarie del baffetto dittatore. Tranquillizzati, dedicati al bingo, al tombolo e al sesso pecoreccio con qualche balordo di quartiere. Ora scusami ma ho davvero mille incombenze. Addio e lavati!

lunedì, novembre 24, 2008

QUESITO 96.871


Ricevo.

Caro Erre, sapendoti guarito e deambulante per la pubblica via, ti invio un quezito che giagendomi nel cuor da immemori ere mi suol ora proporti: Ti affascinano le bellezze arabe?

Ma certamente perbacco! In particolar modo tutte coloro che, oltre a preparar dolcetti al miele e sesamo, mi esortano a leggere il corano. Jokken 'fanculo la RELLIGGIONE!

INSOMMA BASTA!

BASTA!

venerdì, ottobre 17, 2008

QUESITO ESISTENZIALE 98.475



nel pomeriggio, mentre stavo traducendo dall'aramaico un prezioso papiro risalente al 3.750 a.c., sono stato raggiunto da un messaggio inviatomi dal buon ERMINIO da Saonara. Conscio dell'opprimente stato d'angoscia del giovine posto con serietà il suo dilemma esistenziale.

"Gentilissimo Erre, psicologo d'avanguardia, bell'uomo, esteta, gran navigatore nonchè idolo delle balere, chi ti scrive è ERMINIO e chiedo consiglio per un'ambascia che mi tormenta il cuor. Ebbene ormai sono entrato nell'età della piena virilità e come d'uso e costume tra le genti ambirei trovarmi uno straccio di fidanzata anche perchè ho gli ormoni che ormai vivono di un'esistenza propria e le continue polluzioni notturne mi mettono in notevole imbarazzo. Mi ritengo un bel giovanotto, sono slanciato, pulito, educato nei modi e forbito nel parlare ma come avrai notato anche tu sono schiavo di un grave difetto fisico. Ebbene si: mi mancano le sopraciglia! Questo piccola malformazione è per me motivo di turbamento. Quando mi accosto ad una giovine per esporle i miei sentimenti questa strabuzza gli occhi e poi fugge in preda a crisi isterica. Ho letto con avidità il tuo meraviglioso saggio: "Nascere senza sopraciglia, un problema o un vantaggio nelle relazioni di coppia?" e ti devo dire che i consigli che tu dai sono preziosissimi ma ciò nonostante mi sento ancora inadeguato e triste. Ti supplico dammi un consiglio. Con deferenza tuo Erminio.

Mio caro, io credo che con una bella pettinata le cose si risolvano da sole. Comunque sia volevo farti notare un piccolissimo particolare a cui tu forse non presti attenzione: hai la faccia che sembra un piede jokken! Ma insomma...... addio.

domenica, ottobre 12, 2008

L'ANNOSO PROBLEMA DEI GEMELLI SIAMENSI 2


Ho ricevuto molte note di protesta dopo aver pubblicato il post riguardante il problema etico dell'eventuale divisione dei gemelli siamesi in caso di reato particolarmente grave. Accetto di buon grado le critiche ma oltre a ciò con altrettanta letizia do spazio a coloro i quali vogliono portare la loro "viva" esperienza sul delicato problema. A tal proposito mi scrivono GIOBATTA e CATONE due gemelli siamesi omozigoti che la natura ha voluto far nascere uniti per l'avambraccio. Posto subito.
"Caro nonchè illustre Erre, siamo Giobatta e Catone. Siamo rimasti molto colpiti dal tremendo quesito che tu hai proposto nel tuo blogz sminchio e presi carta, penna e calamaio abbiamo deciso di scriverti. E' indubbio che parlare di "divisione" traumatica di due corpi che la natura ha voluto indissolubilmente unire possa generare in soggetti dalla fibra debole un senso di angosciante rigetto ma esistono delle condizioni assolutamente insopportabili le quali rendono tale operazione irrinunciabile. Il nostro è un esempio classico delle migliaia che quotidianamente si ripropongono nel variegato mondo del gemellaggio siamense. Il mio gemello Catone (chi scrive è Giobatta) è un noto spendaccione mentre io sono un tirchio. Io, da parsimoniosa formichina, risparmio su tutto ed ogni centesimo risparmiato lo metto in un salvadanaio apposito che periodicamente svuoto per depositare in banca il contenuto in un libretto di risparmio nominale. Accade spesso che ritrovi il "porcellino" fracassato dalla mano colpevole di Catone il quale spende tutto in balocchi e profumi incurante della mia presenza sul luogo del delitto. Io sono astemio e lui è un beone. Quando entriamo in un bar io ordino o un bicchiere d'acqua del rubinetto oppure una spuma al cedro mentre lui già di buon mattino beve stravecchi, prugna, amari. Considerando che il sistema venoso è condiviso mi ritrovo sempre in uno stato confusionale indesiderato. Io sono eterosessuale, lui gay. Il problema è che quando decide di avere rapporti sessuali il sedere che usa è il mio e ti posso assicurare che è molto imbarazzante. Per contro io mi drogo pesante, mentre lui, come già detto, è un etilista dichiarato. Oltre a ciò, nonostante si dichiari gay, si porta a letto mia morosa con la banalissima scusa che "vuole guarire dalla sua omossesualità". Io ho preso la patente in Italia, lui a Londra così quando andiamo per la strada in vettura e guida lui il rischio di incidenti è elevatissimo. Io sono vegetariano, lui si nutre solo di cotechini, polpettoni e braciuole. Potrei continuare con mille altri esempi ma non siamo qui per suscitare un peloso pietismo da parte dei lettori. Riteniamo che ad un certo punto la divisione diventi necessaria. Noi abbiamo fatto tutto in casa con una sega da falegname. E' stato doloroso ma le nostre vite sono cambiate in meglio."

Vi ringrazio della testimonianza la quale evidenzia la serietà e la profondità dell'argomento trattato. Con stima Erre.

sabato, ottobre 11, 2008

QUESITO DEL MATTINO 23.918


Accidenti, se processi per omicidio due siamesi, sono colpevoli tutti e due? Ne ammazzi uno e lasci vivere l'altro, seghi una testa, così l'altro se ne va in giro con una capoccia solo e un moncherino cauterizzato? Questo è un tema etico che va approfondito!

lunedì, settembre 29, 2008

QUE ZI TO 4.444


Mi scrive adirata Malva. "Scuza Erre ma perchè se la Garfagna pompa gratis diventa Ministra mentre se io batto il punto a 50 €uri vò al gabbio,con la stessa clientela?"

venerdì, settembre 05, 2008

DRAMMA ESISTENZIALE N° 48.118


Nonostante mi trovi lungo disteso nel mio giaciglio a causa della ben nota frattura vertebrale non lesino consigli ai miei affezionati fanz portatori di angoscie esistenziali varie.

A tal proposito mi scrive lo sventurato Antongiulio da Copparo ed io, come al solito impietosito, posto.


"Caro Erre, amorevole difensore dei debosciati, illustre facchino delle fatiche umane, padre, fratello, amico. Chi ti scrive è un'anima in pena bisognosa di conforto e di consiglio. Mi chiamo Antongiulio, vivo a Copparo ed ho 38 anni compiuti. Spero che tu sia daccordo con me nel dire che questo mondo freddo ed impersonale basato unicamente sull'apparenza ha decretato la fine dei rapporti sociali. In questa orribile realtà mistificata e mistificante viviamo come atomi solitari avulsi, incoerenti, tristi e desolati.

La manifestazione lampante di ciò è la certezza del nulla, la concretezza della mancanza dell'assoluto. Anche io mi sento così: sostanzialmente DEPRESSO. Ho iniziato a soffrire di questo male sottile da ieri sera dopo aver trascorso la serata in bar a bere 75 mojto e 90 Peroncine. Ma il fattore scatenante della mia depressione è stato quando mi sono reso conto che non mi ricordavo più dove cazzo avevo parcheggiato la macchina. La mia vita non ha più senso, non sò più che fare, non so più neppure dove sto di casa. Ti prego aiutami."


Caro Antongiulio come ebbe a dire il grande Lermontov "..ORRENDO E' TRARRE DELLA VITA SOLITARIO LE CATENE " e su queste poche parole mi permetto di dirti con cuore aperto: Bevi manco jokken!

Adesso ti saluto, mi devo fare la puntura di antidolorifico nella panza e non so se la mia mira è ancora buona. Addio

martedì, agosto 19, 2008

CITTADINO ANGUSTIATO PROTESTA


All'alba, mentre stavo facendo le prove di galleggiamento del mio nuovo sommergibile tascabile nucleare, sono stato raggiunto da un toporagno il quale legato al collo portava un microfilm contenente un messaggio proveniente da un cittadino angustiato. Trovo corretto dar voce a costui!


"Caro Erre, chi ti scrive è un cittadino davvero molto angustiato e al limite della sopportazione. Non starò qui a lagnarmi del problema del cambio €uro/lira e neppure dell'endemico problema dei nigri e dei cinasi. Quello che mi urta è l'incredibile sequela di note informative dedicate all'evento glamur dell'anno. Pino Sbando mi ha rotto i maroni; sono davvero indispettito. Essendo tu un uomo di un certo spessore vorrei che rattenessi i tuoi collaboratori e ti dedicassi di più ai concreti problemi della gente. Per esempio io sono in una situazione davvero al limite. Da anni cerco di portarmi a letto la mia vicina. Le telefono di notte ansimando, gironzolo per casa nudo facendomi vedere alle finestre, le invio bigliettini con espliciti disegnini a sfondo sessuale, ma lei niente. Ieri ho deciso di affrontarla e le ho democraticamente chiesto perchè non si denudava immanemente davanti alle mie inequivocabili avances. Sai cosa mi ha risposto? Te lo dico io: "Non ti stimo, puzzi da merluzzo e poi sei brutto!" Caro Erre sono stato colto dalla disperazione. Cosa posso fare per risollevarmi?"


Caro cittadino, sul primo punto che sollevi ti devo dar ragione per questo invierò Pino e Rino Sbando in Georgia quali corrispondenti faziosi a favore della Federazione Russa. Per il secondo tremendo problema mi spiace ma sei davvero brutto come il peccato. Rassegnati e dedicati ala prostituzione. Investi il tuo tempo in una racolta firme per la riapertura delle case chiuse, ti prometto di appoggiare la tua giusta causa ed ora via sciò sciò alla larga da me che mi impressioni!


Addio

Erre.

venerdì, agosto 15, 2008

LIETA NOVELLA


Nel pomeriggio odierno mi stavo dedicando alla motiplicazione dei pani e dei pesci quando un piccione viaggiatore è precipitato ai miei piedi. La povera bestiola nell'assolvere al proprio dovere ha sacrificato la propria esistenza pur di consegnarmi un messaggio. In onore del pennuto defunto mi sento in obbligo di postare con celerità.


"Carissimo Erre mi perdoni, Monsignore reverendissimo, se nello stato di turbamento ineffabile nel quale mi trovo, ardisco rivolgermi a Lei ma il mio cuore trabocca di gioia e avendomi Ella salvato la vita mi par d'obbligo prostrarmi ai suoi piedi e chiedere la sua benedizione paterna.

Certamente si ricorda di me, alcuni mesi orsono mi rivolsi a lei per un aiuto spirituale. Sono quell'anziano vecchietto che aveva perso la memoria e al parco era stato malmenato da dei teppisti e lordato di guano dai piccioni. Seguendo i suoi consigli non mi sono lasciato andare nell'abbruttimento e nel degrado ma mi sono rimboccato le maniche e mi sono fatto una vita nuova. Sono partito investendo le 50 copeche, che Lei benevolmente mi ha donato, nella borsa delle materie prime. Ho puntato sulla pasta d'olive e sulle aringhe affumicate. Col ricavato della speculazione fatta mi sono comprato un'apecarro e mi sono messo a vendere le bombole di propano per uso domestico presso i campi nomadi. Dopo un po gli apecarro sono diventati due...poi tre. Adesso ho una ben avviata impresa che mi da una certa sicurezza economica. Ma la gioia più grande è che una sera, dopo una dura giornata di lavoro caratterizzata dallo scoppio di tre bombole di propano con conseguente incendio del campo nomadi, per rilassarmi sono entrato in un locale di lap dance e qui ho fatto l'incontro della mia vita: KATIUSCHIA. Lei ha ridestato in me sopiti ardori, dimenticate passioni, improvvise erezioni. Ci siamo amati subito. Dopo mezz'ora eravamo nel cassone dell'apecarro a riprodurci. Ci sposiamo domani con gioia e letizia. Eravamo invitati anche noi all'evento glamur etrusco ma la coincidenza dei lieti eventi ci impedisce di essere li con voi. Con infinita stima un suo Fanz."


Queste sono le notizie che mi piacciono. Bravo, auguri e figli maschi! Ora scusami ma il mio tempo è prezioso e qua il sole mangia le ore!


Erre.

domenica, agosto 03, 2008

QUESTI ESTIVI


Un caldo feroce, intriso, farcito, inbevuto, inzuppato, grondante (basta altri sinonimi non c'è ne sono nel dizionario di Decio Cinti) umidità s'è abbattuto sulla città etrusca e nei luoghi attigui (compresi gli universi paralleli). Codesta situazione climatica poco si addice alle mie precarie condizioni fisiche. Come tutti ben sanno soffro di una gravissima malattia sanguigna (la microcitemia) la quale in determinate condizioni climatiche mi prostra, mi ambascia..... insomma mi stanca. Pur tuttavia non dimentico le umane miserie e raggiunto da una missiva di Teobaldo prontamente rispondo.

"Caro Erre chi ti scrive su questa corteccia di banano è il tuo fido Teobaldo. Sono un padre comboniano che da tre anni sta in Congo ad assistere i nostri fratelli più sfortunati. In realtà, prima di vedere la luce, io ero un noto porcaccione dedito alla crapula. Passavo notti insonni consumadomi nel giuoco d'azzardo e impenitente partecipavo ad orge e baccanali superando in depravazione il ben noto Eliogabolo. Mi piaceva molto agghindarmi alla moda e destar stupore tra le genti e il mio idolo di allora era il ballerino che faceva coppia con la Parisi: TRUCIOLO! Ora io ti chiedo, o generoso Erre, ma dove è andato a finire il mio eroe danzante?
Caro Teobaldo mi compiaccio della tua conversione al cristianesimo congolese ed esprimo il mio apprezzamento per l'ordine dei Comboniani per i quali nutro un doveroso rispetto. Detto ciò ti volglio rasserenare sul tuo idolo TRUCIOLO. Dopo un momento difficile passato alcuni anni fa a causa di una depressione dovuta ad una repentina calvizia, il buon truciolo è rientrato nel mondo dello spettacolo. Attualmente detiene la cattreda di balletto presso l'università popolare per anziani di Tirana e svolge il suo compito con diletto e passione. Sicuro di averti reso felice e contento mi auguro che un gorilla ti inculi, ora ti saluto ho i burritos da preparare!

venerdì, luglio 04, 2008

DIFFICOLTA' ESISTENZIALI



Mi scrive una toccante lettera il buon Girolamo da Bovolone ed io impietosito dalla sua miseranda condizione posto e rispondo con animo gentile e sereno.



"Caro Erre, distinto nobile, anima bella e gentile, raffinato cultore di pittura ma sopratutto ricercato spogliarellista di locali per sole donne, chi ti scrive è il tuo devotissimo Girolamo. Ti chiedo umilmente di darmi consiglio per la mia situazione che sta volgendo ad un rapido degrado sia morale che fisico. Ebbene sono sempre stato un uomo corretto, ligio al dovere di fidanzato modello, affettuoso e pacioso compagno di una donna bellissima di nome Caterina ma circa un mese fa ho fatto una drammatica scoperta. Quella che credevo la mia futura sposa, la regina del mio cuore, la dolce metà del mio cielo mi ha gettato nel più cupo sconforto. Ebbene dopo 7 (sette) anni di fidanzamento ho scoperto che è un uomo e me ne sono reso conto con sommo sbigottimento. Da quel giorno consumo almemo due tini di vino al giorno, bivacco davanti alle stazioni dei treni esponendomi al pubblico ludibrio, rutto e scoreggio senza ritegno e saltuariamente mi faccio arrestare dalla forza pubblica pert atti osceni in luogo pubblico. Ti prego aiutami...mi basta un cenno. Con infinita riconoscenza tuo Girolamo."


Mio fido Girolamo comprendo la tua angoscia e a stento rattengo una fragorosa risata ma dato che sono uno zienziato dell'umano comportamento ho analizzato con la dovuta perizia e distacco il tuo problema. A tal proposito ti invito con solerzia ad acquistare il mio libro, scritto a quattro mani con il Professor Half Holsen, "VIVERE LA DISGRAZIA". Sono certo che nei 758 capitoli del prezioso saggio troverai almeno un articolo indeterminativo, una virgola, una sillaba che ti daranno conforto. Ed ora fatti un bell'esame di coscienza e pensa se ti fossi accorto che anzichè un uomo fosse stato un cavallo.

Con stima e ribrezzo il tuo Erre.

venerdì, giugno 27, 2008

PROBBLEMO MHATRIMUNIALU



Dopo un lungo periodo di assenza causato da una serie di inderogabili impegni di carattere sociopoliticointerogastroduodenali mi riaffaccio con la dovuta perizia all'analisi delle innumerevoli preghiere dei miei accoliti. Accolgo con piacere la supplica del buon Osvaldo e posto.




"Caro Erre chi ti scrive è Osvaldo. Forse ti ricordi di me, nel 1922 ho fatto parte dello staff tecnico che sotto le tue direttive e quelle del Professor Half Holsen partecipò alla realizzazione del lustracorno per rinoceronti e delle scarpe col tacco davanti. Ora dopo tanti anni passati ramingo per le vie del mondo sono qui a chiederti consiglio o mio Sommo, o mio Vate, o mio invincibile paladino di mille cauze perze. Ebbene io ho sempre sofferto di alopecia e fin da fanciullo ho sempre patito dei lazzi delle giovini le quali alle mie profferte di "love" m'arringavano nella pubblica plaza con frasi del tipo: "Alà Pelaton d'merda va ca tua!" Ho tanto sofferto fino a quando non ho avuto per le mani il tuo magnifico trattato "PELATONE? I TUOI PROBLEMI SONO FINITI!". Non ti nascondo che ho letto con avidità tutte le 3 (tre) pagine del magnifico volume rilegato in pelle di mandrillo con incisioni a caldo in oro zecchino e non avuto alcun pentimento nel pagare i 188 euri del tomo. Ho applicato con perizia la pozione per la ricrescita del bulbo pilifero craniale a base di peli pubici di gorilla ma ho esagerato nelle dosi. Infatti anziche prendere il bicchiere da 0,40 consigliato mi sono fatto fuori tre barili del miracoloso beverone in una settimana. Non ti nascondo che gli effetti collaterali sono stati palesi. Secondo te, nonostante io mi sia trasformato in una specie di Yeti, nonostante uno sgradevole odore da pecorone che mi accompagna, nonostante i peli che mi crescono sul glande e sulla lingua, potrò mai trovare una degna compagna con cui trascorrere momenti felici di affettiva? Ti prego aiutami. Tuo Osvaldo."




Gentile Osvaldo capisco il tuo cruccio ma non mi immedesimo in te perchè il sol pensiero mi ripugna. Nonostante ciò sono ben lieto di portarti una lieta novella. Narrasi che nella cittade etrusca stia convolando a nozze un noto barbudos il quale ama vivere selvaggio per le terre nutrendosi unicamente di bacche e tuberi. Il soggetto presenta una morfologia pilifera molto vicina alla tua e non disdegna di presentarsi con due baccalà sotto le ascelle nei periodi estivi per incrementare l'effetto feromonico delle proprie glandole sudoripare. Pertanto coraggio caro Osvaldo non tutto è perduto. Colgo l'occasione per diffidarti dal dire in giro che mi conosci. Tanto ti dovevo: ADDIO!